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Un fatto, una poesia . ERA ORA.....

Un fatto, una poesia Il P.d.R. Giorgio Napolitano, successo a se stesso, in occasione del Giuramento quale nuovo P.d.R. ha fatto un discorso che mai s’era sentito dalle bocche di nessuno in tutta la storia della Repubblica Italiana. Specificamente ha dato una tirata di orecchie ai “facinorosi-spargi veleno” della politica italiana, responsabili del danno fatto subire all’Italia facendo sì – col loro irresponsabile comportamento – che non avesse un governo per un vergognosamente troppo lungo periodo di tempo - in un momento drammatico - dalle elezioni politiche del 25 febbraio, e ancora da formare. E anche per le risse e il disinteresse per la cosa comune dimostrata con le difficoltà create per la nomina del nuovo Presidente.( 22 Aprile 2013). Era ora…! Era ora…!...E la misèria...che sfogata! Sto Nonno è ingalluzzito veramente margrado l’anni.. E arfine, a certa ggente je l’ha cantata come va cantata. Nun pò tiràjela na martellata, ché è cosa che n pò ffàlla un Presidente, ma certamente j’è venuto in mente ner mentre che je dava na tirata de recchie a llui co tutto er cucuzzaro… E puro a tutta l’artra compagnia j’ha ffatto gnottì un bèr boccone amaro. Magari n basterà…ma la miseria!... Quer che sia, sia l’ha detto chiaro:“VIA! SE CHIUDE! Si n se fa na cosa seria!” E seria vòr dì abbasta prepotenza, e a stà a stravòrge la demograzzia, e abbasta a sbandierà…la supponenza! Armando Bettozzi 22 Aprile 2013

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