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ANALISI CRITICA DELLA RIFORMA FORNERO

ANALISI CRITICA DELLA RIFORMA FORNERO - Mancata proroga delle norme che concedono gli sgravi all'assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità: questo si traduce nel blocco degli incentivi e, conseguentemente, dell’occupazione. Nella legge di Stabilità per il 2013 non è stata inserita la proroga annuale alla previsione contenuta nell’articolo 4 della legge 236/1993 che consente ai lavoratori licenziati in forma individuale di essere iscritti nelle liste della “piccola mobilità” e nemmeno allo stanziamento necessario a finanziare gli incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti in tali liste. E significa anche che gli incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, a seguito di licenziamento individuale rimangono attualmente applicabili alle assunzioni, proroghe e trasformazioni effettuate entro il 31 dicembre 2012. - Licenziamenti a pagamento. l’Aspi sostituisce, migliorandolo, il trattamento di disoccupazione ma i maggiori oneri ricadono sulle aziende. Il riferimento e' al cosiddetto contributo di interruzione posto a carico del datore di lavoro che, per motivi diversi dalle dimissioni, decida di interrompere il rapporto in essere con il lavoratore dipendente assunto con contratto a tempo indeterminato. Le interruzioni del rapporto di lavoro - diverse dalle dimissioni - obbligano il datore di lavoro al pagamento di una somma stabilita - dopo l'intervento della legge di Stabilità - nel 41% del massimale mensile. Tale modifica ha di fatto aggravato il costo aziendale: infatti, pur utilizzando un’aliquota più bassa, la stessa va calcolata su un imponibile spesso ben più alto rispetto al precedente. Ma non solo: i CDL evidenziano come il contributo deve essere versato anche in riferimento a quei lavoratori che, pur avendone diritto in teoria, non possiedono, all’atto del licenziamento, i requisiti contributivi previsti per accedere agli ammortizzatori sociali, finendo per essere una sorta di contributo di solidarietà. - Costi aggiuntivi per il tempo determinato: dal 1° gennaio 2013 si registra un aumento della contribuzione dovuta all’Inps da parte delle aziende per i contratti a tempo determinato. Tale scelta potrebbe bloccare le assunzioni. - Aumento contributi per apprendisti: dal 1° gennaio 2013 la contribuzione dovuta per gli apprendisti aumenta della misura dell’1.61%. La nuova misura prevista si applicherà a tutti gli apprendisti compresi quelli assunti a partire dal 01/01/2012 per i quali era stato previsto lo sgravio totale dei contributi; per tali ultimi soggetti quindi l’azienda dovrà comunque sostenere un costo pari all’1.61% della retribuzione imponibile. - Assunzione donne non incentivate: la relativa norma non risulta operativa per mancanza dei decreti che dovranno stabilire i territori di residenza “agevolabili” nonché il concetto di “impiego non regolarmente retribuito” citato dalla norma. - Nuovo contributo fondi di solidarieta’ bilateriali: la gestione finanziaria di detti Fondi dovrà avvenire anche con una contribuzione a carico delle aziende datrici di lavoro. - Aumento aliquota gestione separata: dal 1° gennaio 2013 l’aliquota della gestione separata riferita ai titolari di altra posizione previdenziale obbligatoria aumenta dal 18% al 20%. Questa aliquota si applica anche agli associati in partecipazione ed ai professionisti che non hanno l’obbligo di versamento ad altra cassa previdenziale. A partire dal 1 gennaio 2014 anche l’aliquota ordinaria della gestione separata subirà un incremento dall’attuale 27,72% al 28,72%. - Aumento per i soci dipendenti di cooperative ex d.p.r. 602/70: sempre dal 1° gennaio 2013 e subordinatamente all’emanazione di un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il ministro dell’economie e delle finanze, le aliquote contributive subiranno un graduale allineamento all’aliquota dell’1,31% con incrementi di 0.26 punti percentuali dal 2013 al 2016 e di 0,27 dal 2017. Analogamente potrà essere determinato l’aumento di 0.06 punti percentuali annui al fine di consentire l’allineamento all’aliquota dello 0,30% di cui alla Legge 845/78. - Proliferare di nuovi Enti (di stile fascista) – SAN ARTI – SANAPI – FOND EST che obbliga i DATORI DI LAVORO al versamento di Euro 10,42 per ogni operatore occupato che serve per mantenere la struttura DIRIGENTE – VICEDIRIGENTE – IMPIEGATI – UFFICI – ATTREZZATURE e nulla per la Sanità Privata ????????? perché la PUBBLICA è gia OUT !!!!!!!!!!! – strano che non venga accorpato in unico Ente ma in Italia non si bada a spese quando pagano gli altri.

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