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PD allo sfascio bene per il Paese

Gentile Direttore, non è che il PD, ancora una volta, si rifiuta non solo di rivelare i propri errori, l'immagine di un Bersani che per di un mese si è prostrato ai piedi di Grillo non la dimenticheremo facilmente, ma anche le proprie responsabilità? Il governo di larghe intese, o comunque come lo si voglia chiamare, era già nell'aria subito dopo i risultati elettori. E loro che fanno: continuano con il solito mantra del caimano, del bunga bunga, dell'inciucio. Qua si evidenzia come il PD è il degno erede dell'ex PCI. Gli attivisti, gli amministratori, i simpatizzanti di questo partito continuano a chiedere i voti all'elettorato sempre e soltanto perchè hanno di fronte un grande nemico. Un tempo questi era la DC, fonte di tutti i mali, poi è toccato al PSI e negli anni siamo giunti a Berlusconi. In fondo è una sorta di appendice di quello che è stata, a suo tempo, la guerra civile. Chi ci sta di fronte è un nemico da infangare, demonizzare per poi distruggere. Il mondo mentale della sinistra italiana è rimasto al 25 aprile del "45. Unico caso in Europa. Il PD, un partito che non è, non era, un partito socialdemoscratico, un partito riformista. Un partito di professorini, di notabili, di amministratori. Ecco, per il benessere della democrazia italiana lo sfascio del PD è immensamente utile. Non abbiamo più bisogno di armate contrapposte. La guerra è finita, da un pezzo. La mia speranza è che stavolta si volti veramente pagina.

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