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Mi dissocio dalle affermazioni di don Julian Carrón

Nelle conclusioni degli esercizi spirituali della Fraternità di Comunione e Liberazione il presidente della Fraternità, don Julian Carrón, ha letto un telegramma appena inviato a Giorgio Napolitano, in cui si esprime "ammirazione per la Sua persona" a nome dei 24000 aderenti agli esercizi spirituali della Fraternità di CL. Io sono fiero di appartenere alla Fraternità, e d'altra parte posso anche riconoscere che la rielezione di Napolitano in questo momento rappresenti per l'Italia il male minore. Tuttavia l'intera la storia di Giorgio Napolitano, in ultimo il suo pilatesco rifiuto a intervenire sul caso Englaro, impone alla mia coscienza di cristiano di considerare tale persona e il suo operato nel loro complesso estremamente negativi. Pertanto intendo dissociarmi pubblicamente dal comunicato di Julian Carrón, affermando che, per tale comunicato, egli non ha il diritto di parlare per i "24000 aderenti agli esercizi della Fraternità" ma al più per "23999". Per inciso non sono solo: ho visto che il comunicato ha urtato la coscienza di molti altri ciellini come me, poiché noi tutti siamo andati agli esercizi spirituali per sentir parlare di Gesù Cristo, non per ascoltare le lodi del comunista Giorgio Napolitano. Jacopo Parravicini

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