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DISAGIO SOCIALE- UN CASO ASSURDO! Mi sono rivolto a Striscia...

Gentile Striscia La Notizia, apprezzando il Vostro fondamentale impegno come efficace organo di informazione, sempre sensibile a problemi di ogni genere e che troppo spesso passano inosservati a chi di dovere, Vi scrivo per segnalarvi un caso che non riguarda me, ma che mi ha toccato nella coscienza e nell’animo come semplice cittadino che vive in questo Paese. Il giorno 19 aprile 2013 di ritorno a casa, dopo aver preso parte alla prova di un concorso per la scuola a Roma, nei pressi della stazione Termini verso cui ero diretto, a ridosso di un’isola spartitraffico, ho visto anziché un cane randagio (come a volte capita spiacevolmente di vedere), due signore (sorelle), di una certa età (circa 75 anni), che si muovevano l’una attorno all’altra a sistemare e controllare ciò che avevano con se, sopra un carrello mal ridotto (tipo venditore ambulante); tutt’intorno una serie di carte e buste varie che svolazzavano in un disordine sparso, a sottolineare un campo malsano. Sono passato vicino a loro, preso dalle mie cose, così come tanti che sfilavano di li tra l’attesa di un semaforo e l’altro, ma poi fisicamente e soprattutto con la mente, ho fatto un passo indietro, soffermandomi per un istante a riflettere su ciò che stavo osservando direttamente con i miei occhi in quel momento. Ho preso qualche metro di distanza da loro e mi sono allora appartato in un punto poco lontano e sono rimasto li ad osservarle nei loro gesti umili ed elementari di donne di famiglia che sistemano con cura le loro cose.., ma con una differenza sostanziale: tutto ciò non accadeva all’interno delle proprie mura domestiche. La mia sensibilità allora mi ha indotto a vederci meglio…mi sono avvicinato a loro quasi come stessi semplicemente aspettando il verde e con molta discrezione mi sono accostato ad una di loro e con estremo rispetto le ho chiesto: - Signora come mai si trova qui?- Seduta su uno sgabello e rivolgendomi lo sguardo con una dignità che solo un povero riesce a trasmetterti, mi ha risposto: - Non ho casa, per questo mi trovo qui -. L’altra signora poco distante incuriosita di cosa volessi, rivolgendosi a sua sorella in dialetto le ha detto:- Cosa vuole questo? E l’altra - Mi ha chiesto cosa ci faccio qua ! - Mi sono allora rivolto a quest’ultima dicendole: - Come mai signora ha perso la casa? - Mi ha risposto con spirito rassegnato quasi indifferente e ormai distaccato da ciò che le era accaduto: -Non ho nessuno e l’alluvione in Sicilia mi ha portato via la casa, per questo sono qua! - Io le ho chiesto:- Quando è successo? E nessuno ha fatto niente per Voi, almeno offrendovi un conteiner ? No, nessuno ci ha dato niente…e quindi dalla Sicilia abbiamo pensato di venire a Roma. Mi sono allora informato se qualche comunità sociale facesse qualche cosa per loro e mi ha risposto:- Si, ogni tanto qualcuno viene - A questo punto le ho domandato se le potevo lasciare qualcosa e lei mi ha risposto: -Si, va bene! -. Sorpresa dal mio gesto spontaneo e incuriosita perché mi stessi informando di loro, mi ha domandato da dove venivo, quanto tempo impiegavo per tornare a Frosinone, quanti abitanti ha la mia città, e se ci sono negozi, con un’ interesse e un’attitudine all’ascolto di chi, come se ciò che sentiva, fosse in quel momento più importante dell’assenza della propria casa…A quel punto, data l’ora ( circa le 9.00 di sera ) la stessa signora mi ha fatto capire che erano ormai in procinto di spostarsi da li, per ripararsi in luogo più protetto per la notte. Ci siamo lasciati, mi sono riavviato alla stazione ferroviaria cercando istintivamente di ritornare alla mia normalità,…ma questa volta con qualche difficoltà… Ringrazio cordialmente per la Vostra attenzione! Carlo Bellato Via Mascagni 32, 03100 Frosinone, tel 0775 291909 - cell.347 2231367 email: carlobellato@libero.it

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