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Conciliazione nazionale e pax televisiva

Gentile Direttore, la sinistra ha i nervi tesi. Conchita De Gregorio ha sbroccato in modo clamoroso, ieri sera a Ballarò. Dopo aver stigmatizzato civilmente la scostumatezza , a suo dire, della Nunzia Di Girolamo, che ripetutamente la interrompeva, ad un certo punto, a freddo e come cavoli a merenda in un discorso, ha chiesto di cosa parlasse col marito la sera. Gelo. Ma dalla sua entrata a gamba tesa, trapela una realtà ben più sconcertante, scaturente dal fatto che la malcapitata donna di destra avesse interrotto lei, donna di sinistra, commettendo quasi atto di lesa maestà. Ma mi risparmio e Le risparmio di aprire una discussione sull’argomento. In ogni caso è un sintomo dell’aria che tira e della divisione bellica che esiste tra due schieramenti. E ci sorprende come una persona elegante, attenta e misurata, certamente di parte, ma intellettualmente sofisticata ed accorta, possa aver avuto una caduta di stile, scivolando sulla classica buccia di banana. E’ il sintomo di un disagio crescente che assume toni sempre più aspri. Ma, nella stessa trasmissione, anche la confusione, la frustrazione e posizioni contraddittorie trapelano proprio da un politico che nell’affabulazione rende il meglio di sé stesso: Niki Vendola. In maniera compassionevole si rivolgeva ai grillini non comprendendo il perché rifiutassero l’abbraccio del PD, ritenuti razza aliena, quando un attimo prima aveva proclamato con calore enfatico la differenza genetica della Gelmini. La legge del contrappasso mette equilibrio all’anomalia di comportamento. Tutto ciò è accaduto nella trasmissione di Floris, che se si vuole essere indulgenti, la si può definire ad informazione sbilanciata. E mi spiego. Nella trasmissione vi è un trattamento diversificato riservato agli ospiti. Quelli che sono i portatori d’acqua delle tesi del conduttore, vengono trattati con i guanti gialli ed hanno tutto il tempo per esprimere il loro pensiero, senza essere indotti nella fretta. Gli altri vengono incalzati nell’estensione del pensiero, spesso interrotti e sempre in prossimità del collegamento pubblicitario. Quando il conduttore attraversa con passo corto, nervoso e marziale il corridoio dello studio, allora ha decretato la fine di un discorso. Ho l’impressione che venga applicato un metodo scientifico di comunicazione, attraverso il quale, viene reso inconsistente l’intervento dell’interlocutore, interrompendo al momento giusto, togliendo la parola proprio quando ti aspetti la conclusione, rendendo evanescente e vuota ogni costruzione sintattica e grammaticale. Torna la normalità negli interventi dei graditi, e con catarsi fàtica ritorna il dibattito bilanciato di domande e risposte a cui viene attribuito tutto il tempo per esplicitarsi. E poi, iersera, accolto con tutti gli onori, dobbiamo sorbirci l’intervento illuminato di tale David Burnstein, che non sappiamo chi sia e quale autorità intellettuale abbia per venirci a fare la lezioncina. Io credo che tale comportamento danneggi in primis lo stesso Floris, persona intelligente che non può ignorare il fatto che tutto ciò non sfugge al telespettatore attento. Io penso che questo tipo di conduzione, comune anche ad altri, possa essere addirittura una delle cause dei successi di Berlusconi, perché la parzialità è talmente palese da compattare l’elettorato in suo favore. Mi chiedo quanto vi sia di deliberato e quanto di naturale in tutto ciò, in ogni caso non professionalmente positivo. Ritengo che sia di gran lunga un grande professionista Santoro che si schiera, si dichiara, va giù duro ma leale verso il pubblico perché tu sai chi è non si nasconde. Lo stesso Vespa avvolge come un miele i suoi ospiti, li coccola senza guardare a destra o a sinistra. I metodi di altri sono più subdoli, più insinuanti , e l’uso di codici vanamente criptici sono fin troppo palesi ed evidenti per chi si pone con anima candida davanti alla televisione. Non passano nemmeno dodici ore ed assisto ad un altro capolavoro di democrazia televisiva. L’ottimo Gerardo Greco, sostituto del superbo Vianello, in una ora di Agorà, dalle otto alle nove, concede cinque minuti, dico cinque minuti complessivi, ai due ospiti di area moderata e due, tre, quattro repliche ai progressisti. E’ stata una (… ) pazzesca, verificare per credere. Dopo un’ora la trasmissione ha preso un’altra piega ma ne avevo piene le tasche per la pesantezza e la monotonia e tolgo la parola al conduttore sulla frase rivolta al giornalista Pace: “Buono Lanfranco, tanto nessuno ti sente”. E lì, la mia tolleranza ed il rispetto delle idee altrui ha avuto un sussulto. Antonio Mirabile

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