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Al Presidente Enrico Letta, un invito da un cittadino qualunque.

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Gentile Presidente,nel dirLed “in bocca al lupo” mi permetto di chiederLe di andare avanti senza limiti di tempo e di programma ed attingendo alle migliori risorse disponibili che la società ed i partiti sostenitori potranno affrirLe .Vada in Parlamento con il Governo ed il programma che ritiene opportuno e migliore in perfetta buona fede. Metta il Parlamento di fronte all’alternativa di votarlo o andare a casa. Eserciti la funzione che la Costituzione Le affida e lasci al Parlamento la funzione di legiferare sui disegni di Legge che riterrà di proporre. Periodicamente verifichi se i disegni di legge sono stati trasformati in legge, in caso contrario additi ai cittadini ed al corpo elettorale le inadempienze.Non abbia paura a correggere il tiro se lungo il cammino sarà necessario Il governo politico non può e non deve cedere il passo al governo dei saggi che nessun raccordo avrebbe con il paese reale. L’animale politico in quanto tale e per sua natura è molto più elastico del saggio o professore che abitualmente si innamora delle proprie tesi e non sempre è disposto a confrontarsi ed a rivedere le posizioni. In economia, caro Presidente, guai ad innamorarsi di quella teoria che fino ad ora non ha dato i migliori frutti possibili con il determinare gli indici che sono sotto gli occhi di tutti. Sono buone le terapie che fanno guarire, non quelle che portano alla tomba e quelle fino ad ora propinate alla nostra società. Mi pare di aver capito che il limite del debito pubblico sostenibile dipende dal rapporto dello stesso con il prodotto interno lordo e pertanto Signor Presidente La prego, con il Suo Governo, si preoccupi meno del debito pubblico ed faccia una politica che possa far aumentare il prodotto interno. Forse non è difficile. La soluzione potrebbe essere semplice come quella trovata per fare stare in piedi l’uovo di Colombo. Francesco Amoroso, uomo qualunque.

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