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Da Vendola offese inaccettabili ed indelebili per il PDL

Strumentalizzare, come fa Vendola, la giornata del 25 Aprile, festa della Liberazione, per dividere e lacerare il tessuto politico e sociale in un momento particolarmente delicato della vita del nostro Paese- tutto intento ad affrontare l’emergenza sociale che colpisce in profondità la dignità della persona umana con il più alto senso di responsabilità del Presidente Napolitano e della classe dirigente più autorevole della nostra amata Italia- è un dato di gravità inaudita, inaccettabile ed estremamente offensivo. Certi tentativi di accostare il sentire e i valori del Popolo della Libertà al nazifascismo all’interno di dichiarazioni rilasciate in impeti di odio e di settarietà non si addicono ad un leader politico e neppure ad un uomo di Governo di una nobile e grande Regione come la Puglia in cui il Gruppo del Popolo della Libertà offre democraticamente e costantemente il confronto sereno e costruttivo sui bisogni della collettività e sui problemi della Regione. Occorre senso di responsabilità, maturità e senso del rispetto per dieci milioni di italiani- pari ad un terzo degli elettori- che nelle urne hanno manifestato la propria voglia di identificarsi nel Popolo della Libertà ed oggi sono colpiti nell’orgoglio e nell’amor proprio da un soggetto che rappresenta una minima parte del popolo elettore pari al 3%. Vendola si convinca che in Italia non si può imporre la dittatura delle minoranze e che è il suo fare ad essere antidemocratico perchè non si può pretendere di imporre ad una maggioranza di forze politiche che nell’insieme coalizzeranno oltre i due terzi degli elettori, posizioni e strategie dettate da chi ha ottenuto solo il 3% dei voti in ragione di uno sbandierato cambiamento che, per come propagandato e poi attuato in Puglia, si è rivelato spesso in un cambiamento di segno negativo. Vendola, al solito, antepone l’apparire all’interese del Paese e dell’unità nazionale in questo difficilissimo momento di estrema emergenza che pure tocca temi tanto cari alla sinistra come il lavoro, la coesione sociale e generazionale. Come al solito dò a Vendola buoni consigli: un politico che insegue le proprie pulsioni narcisistiche e non l’interesse del Paese, potrà aggregare la contrarietà insufflando sui sentimenti primordiali dell’animo umano come la rabbia, il rancore e l’odio ma non potrà mai costruire il bene comune. Dott. Ignazio Zullo (Presidente del Gruppo PDL nel Consiglio Regionale della Puglia)

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