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La crescita sostenibile per le famiglie italiane.

Caro direttore, molti commentatori televisivi, opinionisti tuttologi e politici si riempiono la bocca per invocare misure per la crescita in favore del nostro martoriato bel paese, ma si sono chiesti come intendono finanziarle? Aumentando la spesa pubblica? E come pensano in futuro di ridurre il debito pubblico? Attenzione italiani a quello che vi propinano si fa presto a parlare di crescita. Quello che voglio dire è che non sono accettabili politiche di riduzione del debito “mascherate”, se per dare ossigeno all'economia si aumenterà la spesa scaricando sulle generazioni future il debito come si è sempre fatto finora questo causerà dei rimedi che saranno peggiori del male. Mi spiego: mettiamo che grazie alle misure di crescita un disoccupato ritrovi il lavoro ricevendo mille euro netti al mese, se l'Italia dopo aver speso i soldi e di nuovo aumentato la spesa per incentivare l'economia ritornerà al punto di partenza cioè quello di cercare di ripianare il suo Debito, per raggiungere quest'obbiettivo famosi economisti suggeriscono di far stampare moneta alla BCE, attraverso queste forme “mascherate” di riduzione si causerà un inflazione crescente con tassi simili a quelli degli anni settanta e ottanta del secolo scorso. Il lavoratore di cui sopra si vedrà decurtato il suo potere d'acquisto di anno in anno a tassi di oltre il 10%. Praticamente lavorerà quasi gratis, schiavizzandolo. Perché i tedeschi si oppongono e impongono politiche di austerità? Perché loro hanno sempre temuto l’inflazione elevata, con ciò non dico che abbiano ragione ma è necessario inaugurare una politica economica migliore che tenga in più stretto conto le caratteristiche dell’economie dei paesi dell’area euro. Allora si misure sulla crescita, aumentando la spesa in conto capitale e riducendo quella corrente, ma al tempo stesso anche riducendo realmente il Debito Pubblico con un preciso piano di ammortamento. Berlusconi aveva suggerito in campagna elettorale un rimborso annuo del Debito intorno ai venti miliardi. Per fare ciò ci vogliono grandi economisti, il futuro governo deve chiamare i premi nobel come consulenti, questi devono riuscire a realizzare il giusto mix al fine di equilibrare il sistema. Non certo i “grillini” possono sciogliere questa matassa. Mi piacerebbe che il Suo giornale affrontasse nei prossimi giorni queste tematiche così complesse.

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