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GRILLO

Egregio Direttore, siamo alle solite. Un attimo dopo esserci rasserenati per le parziali disponibilità espresse dai portavoce del Movimento Cinquestelle, ecco che interviene Grillo che, smentendo Crimi e Lombardi, riporta tutto al punto di partenza. Ora, mi vien da dire che la natura dell’essere umano ha delle basi strutturali comuni e non penso che queste continue figure barbine non lascino un segno nei malcapitati. E’ giusta la presenza di un leader alle cui idee i seguaci si uniformano, è giusta l’esistenza di un regolamento i cui commi vanno rispettati, pena l’inaderenza ed il tradimento di un sentire comune, ma è pur vero che la variabile umana , composta di orgoglio, dignità personale, repellenza verso una autorità imposta, riveste una importanza fondamentale nei rapporti fra le persone. Fino a quando riuscirà Grillo ad imporre il suo carisma e la sua autorità? Temo per lui che prima o poi qualcuno, e più di qualcuno lo manderà a quel paese, rendendolo vittima del suo vaffa, non disposto a subire le sue censure al limite dell’angheria. E’ chiaro che ognuno di loro deve molto al comico genovese e la sua capacità di penetrazione dialettica nelle coscienze, ancora riesce, da una parte, a tenere serrate le fila del movimento e dall’altra intercettare sempre nuovi adepti, grazie a semplici e non sofisticati metodi di comunicazione come l’utilizzo del megafono, fatto passare sulle bocche della gente, per renderli protagonisti di istanze proprie, canalizzandone la protesta. Ora tra i sostenitori, già molti fanno marcia indietro, mentre questa piattaforma comune in Parlamento, apparentemente simile al permafrost, rischia di sgretolarsi in cento e passa rivoli. Il motivo è semplice. Tutti devono tutto a Grillo ma anche Grillo deve tutto a loro, che, per consistenza numerica, sostanziano il peso e l’esistenza politica di Grillo; ma, quando ci sarà una collettiva presa di coscienza, l’esito è scontato. A questo aggiungi una supposta diversità di fini. I parlamentari devono svolgere il loro mestiere di parlamentari e solo con grandi sforzi possono sottrarsi all’impegno ed alla vita in parlamento, senza rimanerne “contaminati”. Grillo sembra perseguire l’intento di voler raggiungere il 100% del potere elettorale, ed è proprio questo il punto debole della sua proposta, perché i partiti tradizionali non staranno a guardare, e, se sono saggi, cercheranno di porre un argine agli sconquassi che essi stessi hanno procurato e che il fenomeno Grillo ha così impietosamente evidenziato. , Antonio Mirabile

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