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La vita oggi

Buongiorno direttore, chi le scrive è un avvocato di periferia che poco sa di marcroeconomia ma che ogni giorno vede i suoi clienti (fruttivendoli e falegnami, mica banche ed assicurazioni)sprofondare con dignità, ma pur sempre sprofondare, nel buio più buio. Ancora non mi era capitato di sentirmi offrire in conto parcella un pezzo pregiato dell'argenteria di casa o di ricevere la proposta di pagare gli oneri condominiali con quadri antichi e, presumo, di valore. Eppure a tanto siamo arrivati. Chi, come me e come tanti altri colleghi che mai saliranno agli altari della cronaca, si confronta quotidianamente con questi problemi, può capire ciò che altri personaggi dall'alto della loro posizione sociale non vogliono o non possono vedere: la gente è allo stremo e non trova una via d'uscita. Ed allora perché stupirsi se qualcuno compie gesti insani, deprecabili fin che si vuole, ma dettati dalla disperazione? Di fronte al penoso vivere quotidiano i giochi politici, le alleanze, le fronde ed i tradimenti, lasciano la gente indifferente, la indispone e purtroppo qualche volta la fa uscire di senno. Questo è oggi e, per quanto vedo, questo sarà anche il prossimo futuro. Con viva cordialità. Agostinangelo Demartis

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