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la roulette dei ministri

La prima impressione è che la composizione del nuovo Governo sia stata fatta usando la roulette. Tranne alcuni nomi di riconosciuta capacità, il resto è costituito da una compagine che appare male assortita e di credibilità quanto meno dubbia. Se questo è il ricambio generazionale, c'è poco da stare allegri. Alfano vicepremier e soprattutto Ministro degli Interni, la Cancellieri alla Giustizia e Quagliariello agli Affari Costituzionali sono gli unici, a mio modesto avviso, che rappresentano la cifra di qualità di questo nuovo Governo. In parte anche Lupi, Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, molto apprezzato per la vis polemica nella "terza Camera" di Vespa. Suscita almeno perplessità la scelta di affidare gli Esteri alla Bonino, protagonista delle battaglie radicali su temi scottanti come l'aborto o come minimo controversi come il nucleare oppure di voluto clamore come la situazione carceraria: proprio a voler essere buoni, c'erano altre figure di maggior spessore cui affidare la posizione dell'Italia nel complesso quadro internazionale (penso ad esempio al caso dei Marò, che rischia di diventare tragico). Dubito che Mauro, transfugo dal Pdl per una poltrona con Monti, conosca neppure lontanamente i problemi che agitano i conflitti in varie parti del mondo in cui sono coinvolte missioni militari Italiane, e le implicazioni delle relative scelte strategiche: c'è da augurarsi che i vertici delle Forze Armate sappiano fare il proprio mestiere, oltre a quello di cimentarsi nei convenevoli alle delegazioni di Ministri e Sottosegretari che indossano per l'occasione improbabili giubbotti militari. Saccomanni è un uomo vicino a Monti, di cui solo lo scorso anno lodava le iniziative (?) per l'Economia, che hanno determinato gli esiti tragici che ben conosciamo. La cosa più notevole del passato di Zanonato è la festa per l'elezione a Sindaco con in testa il colbacco dell'Armata Rossa, il resto mancia. De Girolamo, una delle "amazzoni" o sbaglio? Si fa affidamento sulla riconosciuta passione per la politica. Da parte di Giovannini, Economista, ci si aspetta soprattutto che faccia tesoro dell'esperienza Istat, che ha guidato dal 2009. Le credenziali di Carrozza, Rettore della Scuola Superiore Sant'Anna, sono soprattutto l'appartenenza al Pd e la posizione anti-Gelmini. Franceschini, un nome, una garanzia, non è necessario aggiungere altro: non intendevo toccare l'argomento IMU, ma proprio Franceschini nelle ultime ore è stato protagonista di quello che mi aspettavo; ora sono curioso di vedere se Berlusconi, pur di tenere in piedi il Governo, tradirà quella che fino ad ora è stata una posizione assolutamente rigida. Chiudo con Idem e Kyenge: riguardo alla prima, Pd doc, mi chiedo solo se in Italia non ci sia nessun altro esperto di Pari Opportunità e politiche dello Sport se non una Tedesca, che si finge Italiana e fa il tifo per la sua compatriota Frau Merkel; quanto alla seconda, altra Pd doc, ci mancava il Congo, nel solco dello squallido terzomondismo tanto caro alle sinistre. Lascio perdere tutti gli altri; non ne vale la pena. Egregio Direttore, mi sono un po' dilungato, e me ne scuso, ma si tratta anche di un piccolo sfogo nella constatazione che la politica non è riuscita a fare (o non ha voluto) niente di meglio che un Governo sinceramente deludente.

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