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Riforma elettorale e costituzionale

Legge Elettorale e Riforma Costituzionale UNA PROPOSTA DALLA BASE Posto che in teoria la migliore legge elettorale sarebbe quella proporzionale – che però in passato ha dato dei risultati negativi sulla governabilità, lasciando ai partiti ogni sorta di “inciucio” e dando spesso la maggior forza al meno votato , se determinante- sarebbe indispensabile l’approvazione di una nuova legge maggioritaria che conferisca al Paese, il giorno dopo le elezioni, una maggioranza ed un premier. Per far ciò il sistema più semplice è quello del doppio turno, sul modello della legge per le elezioni comunali nei grandi Comuni, cioè con ballottaggio tra le due coalizioni più votate al primo turno con l’ indicazione del premier , permettendo – inoltre le preferenze sui candidati di lista per evitare i nominati dai partiti. Contestualmente va variata la Costituzione nella parte ordinatoria. Fine del bicameralismo ( Senato consultivo) , riduzione del 50% dei parlamentari. Stipendi degli “onorevoli cittadini” equiparati ad un “funzionario” dello Stato , vincolo di mandato ( si può cambiare idea ma dimettendosi dall’incarico) e quindi modifica dell’ art 67. Revisione del titolo V° (Abolizione delle Regioni , e creazione di macro-province ( con tagli ai numeri e prebende degli eletti), e obbligo di accorpamento dei Comuni con meno di 1.000 abitanti. Abolizione enti intermedi ( Comunità Montane, Unione dei Comuni etc.) con la creazione in zona montana del Comune di Valle che accorpi tutti i poteri evitando doppioni ( con eventuale deroga ai 1000 abitanti). Abolizione finanziamento ai partiti. Inoltre: limite di due mandati e impossibilità di candidarsi in più collegi. Grazie per l’attenzione e cordiali saluti marco borgogno - andrea levico . borgo san dalmazzo

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