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Grazie coop

Gentile Direttore, non a caso scelgo la data del 1 maggio per scriverle questa lettera. Io sono una lavoratrice del gruppo Dico, catena di discount italiano presente in tutto il territorio nazionale con più di 300 punti vendita in Italia e sino a qualche giorno fa di proprietà della Coop. Da qualche giorno infatti Coop ci ha letteralmente svenduto a un gruppo romano di nome Tuo. Sin qui nulla di interessante invece le dirò che dopo aver generato un buco di circa 40 milioni di euro solo nell’ultimo biennio a causa di una profusa mal gestione, clientelismo,favoritismi Coop si è accorta di non saper gestire il ramo discount e ha così deciso di cedere a una società che ne sapesse sfruttare il potenziale. Il risultato di questa cessione è la già avvenuta chiusura di una sede a Bologna, di una prevista chiusura di un’altra sede localizzata a Prato e la chiusura di una prima trance di 7 negozi prevista per il 4 maggio e il 18 maggio nel territorio in cui lavoro io ossia il Veneto-Friuli, (sono previste altre chiusure nel territorio italiano) chiusura comunicata solo sabato 30 aprile. Ovviamente lor signori della Coop ad avvenuta cessione si sono eclissati, dopo aver garantito che da questa fusione sarebbero scaturiti solo miglioramenti e continuità lavorativa. La questione importante è che Coop era perfettamente a conoscenza della situazione, consapevole di aver mandato in rovina un’intera azienda ha passato la palla a un imprenditore privato, al fine ovviamente di non macchiare un tanto sbandierato codice etico e di non essere artefice di licenziamenti di lavoratori a loro tanto cari. Questo è solo l’inizio di una sequela di chiusure di punti vendita, sedi amministrative, centri distribuzione perché ovviamente a voler sanare un’azienda quasi fallita bisogna tagliare “ i rami secchi” quindi il malvagio diventerà sicuramente il nuovo proprietario imprenditore privato. La cosa è passata inosservata a tutti, mascherata e forse nascosta perché comunque vada non sarà stata Coop a licenziare solo nelle prossime 3 settimane, con la chiusura dei punti vendita, più di 20 persone., con figli, famiglie e mutui. Alla fine saranno lindi e con la coscienza a posto e con il loro codice etico attaccato fieramente sul petto e l’avranno scampata un’altra volta. Vorrei solo fosse chiaro cos’ha fatto questa “brava” gente e fosse anche fatta girare questa situazione di cosa genera un’azienda che come principale pubblicità ha come slogan “la Coop sei tu”! Ovviamente io stessa non so se avrò un lavoro nel prossimo futuro… La ringrazio per l’attenzione che vorrà dare a questa lettera. Valentina

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