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Concerto I° Maggio

Egregio Direttore, Per dovere di cronaca , ho seguito in tv un po’ il Concertone del I° Maggio ed a parte le riserve espresse dalla Camusso, io penso che qualche cosa giustamente dovrà essere modificata. Non è la mia età che mi lascia perplesso, perché, anche da ragazzo, non riuscivo a giustificare del tutto quei fenomeni di isteria che accompagnavano i concerti dei Beatles, che comunque apprezzavo. Non più di un anno fa, anzi, ho seguito con piacere il concerto di Caro Emerald alla Roundhouse di Londra ed ho ascoltato della buona musica carica di swing. Ma dopo due ore tutti a nanna con polpacci gonfi e piedi di piombo. Ottima musica e alcuni buoni interpreti perciò, non giustificano quasi dieci ore in piedi con i decibel che ti martellano le orecchie. Resta il fatto che si tratta di un grande evento e forse un unicum, un rito musicale a cui partecipano tanti giovani entusiasti. E’ la festa di giovani e della gioventù che non mi sento di criticare perché un adulto non dovrebbe mai criticare con severità il mondo dei giovani che rappresenta una fase della vita che lui stesso ha già passato, con tutti gli errori e gli eccessi, che sono alla base della crescita. Ma piuttosto che entrare in inutili dissertazioni sociologiche, la mia critica è di natura tecnica e riguarda la ripresa televisiva. Avrei voluto seguire il concerto alla tv un po’ di più nel pomeriggio, ma quel tipo di ripresa televisiva che spesso viene utilizzata, contribuisce a tenerti lontano da qualsiasi programma, perché, secondo me, ti fa letteralmente girare gli occhi. E’ un tipo di ripresa, caro a molti registi televisivi, che costringe l’occhio ad un forte stress, sottoponendo il cristallino a grosse peripezie. Il movimento della telecamera che segue il ritmo travolgente della musica , invece di attrarre, respinge l’attenzione e ti fa cambiar canale. Poi, quando il concerto si avviava alla fine si è calmata la telecamera ed ho assistito con più distensione alla conclusione della kermesse. Antonio Mirabile

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