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Al ministro Kyenge

Gentile Onorevole Kyenge, il problema non è il colore della sua pelle e gli insulti razzisti meritano tutto il nostro biasimo e la nostra vergogna. Il problema sono i milioni di stranieri che le folli politiche dei vari governi italiani ed europei hanno pompato nelle vene del nostro tessuto sociale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti con al primo posto le ricadute in termini di criminalità predatoria che ha raggiunto e superato i livelli di guardia, il conseguente sovrappopolamento carcerario - togliendo gli immigrati la popolazione carceraria italiana starebbe forse un po' più larga - e via via lungo tutto il girone infernale della convivenza forzata di una nazione vecchia e debole con una miriade di altre giovani, affamate e pronte a tutto. Il buonismo imperante in politica e sui giornali non corrisponde, la prego di credermi, al reale sentire degli italiani che sono brava gente si, ma forse un po' meno fessa che in passato. Non c'è più nessuno disposto a sorridere di fronte ai barconi di clandestini che invadono Lampedusa ogni estate. Nessuno più, ad eccezione di certa stampa e di certa parte politica considera gli immigrati come una risorsa a parte forse coloro che dall' invasione in corso hanno tutto da guadagnare. Non si faccia manipolare da chi vorrebbe far credere al mondo che l'Italia è davvero quella dipinta dai manifesti della Caritas. Le cose non stanno così. Cordiali saluti Giorgio

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