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Falso concorso in tentato omicidio: sentenza inaudita e denunciata

Caso giudiziario. La Corte D’Appello del tribunale di Cagliari con una commissione di pseudo-magistrati composta da Grazia Corradini (presidente) e giudici a latere Gabriella Muscas e Fiorella Pilato quest’ultima ex presidente della Prima Commissione del Csm denunciata, mi ha inflitto una conferma di condanna per un reato falso di concorso in tentato omicidio, a 4 anni e 8 mesi di carcere per non aver fatto nulla. Il giudice Gabriella Muscas è stata anche artefice di un compiacente pignoramento illecito della pensione di mio padre. Giudici denunciati. Il giudice Grazia Corradini è conosciuta all’opinione pubblica come una poco di buono. Sulla sentenza inaudita e denunciata di 1° grado è stata concessa, guarda caso, la stessa provvisionale di mio padre ossia 25.000 euro fino a 60.000 di danni! Lo svolgimento del processo e le motivazioni sono state una ennesima frode processuale e una farsa motivazioni orribili e sconcertanti. Un copia-incolla dei motivi della sentenza di falso tentato omicidio di mio padre amplificati all’inverosimile verso me e mio padre. Nello svolgimento del processo a pagina 1 non è vero che mio padre era animato da risentimento poiché la lite è stata innescata da Francesco Floris che con una abominevole provocazione si avvicinò a mio padre e disse: "…ADESSO TI ARRIVA UN’ALTRA DENUNCIA…" sapendo di minare la psiche di un uomo già in cura neurologica dal 2005 (documentato) e di avergli fatto al tempo una quarantina di denunce false per rubargli i beni (appartamento, soldi e posti auto) riuscendo, quindi, a provocarlo con la prova del vizio parziale di mente al momento del fatto accaduto. Non è vero che Francesco Floris stava per soccombere poiché non ha mai avuto nessuna frattura al viso in quanto la Tac è stata negativa (verbale dello stesso maresciallo Antonio Cappellu). Non è vero che mio padre si scagliò nuovamente contro Francesco Floris poiché trattenuto a terra sia dallo stesso Francesco Floris che gli mordeva un dito e lo percuoteva che da Giorgio Careddu che gli stringeva il collo. Non è uscito dal garage poiché c’è stata la testimonianza oculare(a verbale d’udienza) di Federico Giorgetti il quale abitava nella palazzina gemella a fianco a quella di via Genneruxi, 11 in Cagliari e ha smentito categoricamente questo fatto visto affacciato dal suo balcone prospicente l’entrata del garage. Le dichiarazioni dell’ex casellante Marco Olandru sono emerse false poiché è stato corrotto da Francesco Floris, avvocato Efisio Floris e maresciallo Antonio Cappellu. Pertanto mio padre, non ha mai avuto l’intenzione di uccidere Francesco Floris. A pagina 2, congetture farneticanti e squilibrate riportano in questa sentenza inaudita dichiarazioni deliranti e prive di prove. L’oggetto ritenuto un’arma micidiale era un semplice martello da chiodi utilizzato da mio padre per piantare una canna come tutore ad una pianta di medio fusto. La lite è avvenuta solo a mani nude. Le dichiarazioni di Giorgio Careddu sono state da lui riviste perche i legali Sandro Grimaldi e Marcello Chessa hanno prova documentale che stavano per produrre, a seconda di quello che veniva dichiarato in udienza, nel processo di calunnia contro la mia famiglia (assolta) su compiacenti passaggi bancari di denaro e compiacenti regali tra il maresciallo Antonio Cappellu e i Floris ovvero corruzione. Questa commissione fa finta di non capire che sia mio padre che io abbiamo denunciato la sentenza di 1° e 2° (perfino quella di Cassazione) sul falso tentato omicidio denunciando i giudici. La nulla credibilità di questa commissione incapace sta nel fatto di voler far credere che mio padre uomo di 74 anni si sarebbe alzato come una "molla" avrebbe fatto uno scatto di 20 metri simile ad un "centometrista" per rincorrere Francesco Floris (già portato all’Ospedale) fuori dal garage! A pagina 3, le farneticanti dichiarazioni sono tutte prive di prove e fondamento. Tutto fumo negli occhi riguardo pseudo-giustificazioni di Giorgio Careddu su interventi al cuore che nulla centrano sulle sue dichiarazioni forzatamente riviste. A pagina 3, non è vero che io appena scesi in garage conservavo martello e cacciavite "opponendo resistenza" né quantomeno proferivo tali frasi inventate dal maresciallo Antonio Cappellu, in quanto, ho dichiarato di aver portato via un martello, un paio di guanti ed un seghetto (attrezzi da giardinaggio) per sottrarli dalle mani di tutti portandoli a casa (dichiarazioni a verbale d’udienza). Non ci sono mai stati attrezzi quali cacciavite, cesoie né coltelli in quantonon c’è mai stato un sequestro. La Polizia, chiamata per primo da me il 20 maggio 2006 (la controparte chiamava dal numero del suo cellulare il maresciallo Antonio Cappellu) ha proceduto solo al sequestro del martello che veniva consegnato a casa mia. A pagina 4, a parte le testimonianze emerse false, corrotte e denunciate, poiché conoscenti e dirimpettati di porta a fianco, non c’è mai stata nessuna prova oggettiva che io abbia proferito le seguenti frasi: "…poco te ne ha dato…papà ti ha fatto poco…ti ha trattato bene…ti doveva uccidere…di più te ne avrebbe dovuto dare…etc..". Sceso nel garage soccorrevo mio padre a terra sotto-shock chiedendogli cosa era successo mentre Francesco Floris, per niente sanguinante, e Giorgio Careddu lo lasciavano su mia normale richiesta ed uscivano immediatamente fuori dal garage. Io rimanevo all’interno soccorrendo mio padre. Non si spiega come io e mio padre avremmo potuto rincorrere Francesco Floris se lui veniva portato via con l’ambulanza. Non è, quindi, vero che incitavo mio padre a proseguire un’azione non di tentato omicidio ma al limite di lesioni ravvisate dalla stessa Polizia il 20 maggio 2006 (verbali Polizia e dichiarazioni in udienza dei Poliziotti Riccardo Tunis e altri). Non è assolutamente vero che Marco Olandru si dimostrò un "salvatore" in quanto ho denunciato accordi fraudolenti prima del 20 maggio 2006 e alcuni giorni dopo quando Francesco Floris e il maresciallo Antonio Cappellu si mettevano d’accordo per strada con Marco Olandru sorridendo tra loro creando un terrificante fascicolo-dossier falso utilizzando alcuni giudici quali il pm Giangiacomo Pilia, al quale, gli veniva consegnato a breve-mani dal maresciallo Antonio Cappellu. A dir poco ridicole e pazzesche le dichiarazioni deliranti e inventate di questa pseudo-commissione nell’affermare che sia io che mio padre affrontavamo i due ex casellanti (Marco Olandru e Massimo Frau) dopo la lite. Assolutamente falsa l’accusa di una paseudo-compartecipazione morale e materiale in un falso concorso in tentato omicidio. Non si riesce a capire come si possa dichiarare che Francesco Floris era ancora sul posto se era stato portato via dall’ambulanza a seguito di chiamata al 118. Non si riesce, altresì, a capire come mio padre poteva ancora essere armato se il martello era stato sequestrato dalla Polizia immediatamente sopraggiunta con volanti e motocicli. Mi premunivo non solo di levare il martello dalle mani di tutti ma di riferire che erano state tutte queste provocazioni, denunce false e compiacenti pignoramenti ad aver minato la psiche sia di mio padre che quella famigliare. Non è vero che non apportavo tutti quegli accorgimenti a sanare la lite. A pagina 5, viene falsamente dichiarato che sia io che mio padre saremmo usciti per strada contrastando l’azione degli ex casellanti dicendogli che sono dei "giuda" minacciandoli ma ciò non poteva essere vero in quanto il testimone oculare Federico Giorgetti ha smentito categoricamente tale presunta azione (atti processuali). A seguito dei fatti smentiti non mi poteva essere applicabile l’art. 110 del c.p. E’ evidente come questa pseudo-commissione cerchi di motivare dei fatti inventati esclusivamente con il pregiudizio storico dell’illecito  e compiacenti testimonianze false ripescate da altre sentenze false, per altro del 2006 denunciate con il giudice Maria Cristina Lampis denunciata e sotto inchiesta penale per abusi d’ufficio e frode processuale su minacce false. Stesso discorso su alcuni giudici di pace. Alquanto ridicole e teatrali le dichiarazioni che io avrei "…seguito le orme di mio padre e per la strada facevo il segno a Francesco Floris di tagliargli il collo…". Nella stessa pagina 5, viene affermato che sono stato condannato a 7 anni e 6 mesi avendo chiesto il "rito abbreviato di 1/3 della pena" in realtà non è vero per uno strano errore del legale Barbara Da Ronch. La frode processuale è talmente evidente poiché a pagina 6 di questa ignobile sentenza, la difesa ha chiesto l’assoluzione perchè il fatto non costituisce reato, c’è la mancanza di prove psicologiche, inoltre, quando scesi nel garage il fatto era già stato compiuto. Non ho mai messo le mani a dosso a nessuno. Non sapevo quale reato fosse stato compiuto prima di scendere in garage. La sentenza di 1° grado viene, quindi,censurata dai legali Sandro Grimaldi e Marcello Chessa mancando la sussistenza del dolo ma al massimo della colpa venendo anche chiesta la non dovuta provvisionale di 25.000 euro. L’evidenza dell’accanimento giudiziario di cui sia io che mio padre siamo vittima da 20 anni viene avvalorato dal fatto che questa commissione mi riconosce solamente una lieve "riduzione della pena" che è stata ridicola per quanto truffatoria poiché non solo dovevo essere pienamente assolto ma questi pseudo-giudici hanno già mal-giudicato sia me che mio padre e sono stati denunciati non potevano, quindi, giudicarmi. Già al processo di 1° grado avevo chiesto alla Procura di Roma la legittima suspicione per motivi gravi che vengono avvalorati dall’abuso subito dalla sentenza di 1° e di 2° grado senza esito positivo. I motivi della decisione sono stati una follia. Sono state ampiamente denunciate conoscenze, favoreggiamenti e corruzioni in compiacente concorso con il maresciallo dei Carabinieri Antonio Cappellu, avvocato Efisio Floris, Francesco Floris e Maria Isabella Garau in Floris evidenti corrotti e corruttori tali da evidenziare un concorso in corruzione finalizzato alla truffa e al dolo in danno nostro per aver denunciato in tutti questi anni stati gravemente delinquenziali. Sono emerse da una sentenza di assoluzione famigliare per calunnia in danno del maresciallo Antonio Cappellu (sentenza n. 112/2012) testimonianze false e corrotte quali Marco Olandru, Massimo Frau, Paola Loddo, Cristina Loddo e Franco Cardia, i quali, con la compiacenza del maresciallo Antonio Cappellu hanno dichiarato tre versioni differenti e false al processo del falso tentato omicidio di mio padre. E’ altresì emerso che il maresciallo Antonio Cappellu ha agito personalmente senza nessun mandato ufficiale di un pm lavorava alla Procura dei Minori non aveva competenza sul caso in questione. E’ stato trasferito dall’Arma dei Carabinieri al Comando di Dolianova (fuori Cagliari). E’ stato implicato in traffico di droga quando lavorava a Modena, denunciato dall’ex moglie per maltrattamenti in famiglia e condannato per possesso di armi e munizioni da guerra. E’ emerso da stesse sue dichiarazioni (comprese quelle di Francesco Floris) in udienza di aver elaborato  e favorito in accordo fraudolento con i Floris denunce false in casa propria e addirittura in casa di Francesco Floris, denunce non pertinenti finalizzate al dolo alla truffa con l’aiuto, in seguito, di alcuni magistrati di loro conoscenza, i quali, hanno compiacentemente emesso processi con noi perenni imputati. Nel giudizio di 1° grado è emerso che un presidente incapace quale Massimo Costantino Poddighe (giudici a latere Lucia Perra e Emengarda Ferrarese pm Emanuele Secci poi pm Andrea Massidda) hanno compiacentemente e intenzionalmente voluto colpevolizzare me e mio padre amplificando al massimo reati messi in bocca a Francesco Floris, Giorgio Careddu e maresciallo dei Carabinieri Antonio Cappellu. A pagina 7 di questa incompetente sentenza elaborata da questa pseudo-commissione incapace, squilibrata e in mala-fede ha reso addirittura infondato il rilievo difensivo sostenendo fatti pregiudizievoli denunciati falsi. A pagina 8, questa pseudo-commissione di magistrati (Grazia Corradini, Fiorella Pilato e Maria Gabriella Muscas) ha intenzionalmente e compiacentemente proibito alla difesa di poter produrre precedenti verbali d’udienza con dichiarazioni rese dal teste Giorgio Careddu che mi scagionavano. Erano ben consapevoli della mia innocenza emersa dalle dichiarazioni a verbale d’udienza di 1° grado. Tra l’altro, la stupidità, l’ignoranza e l’incapacità inescusabile di questa commissione viene comprovata dal fatto di sostenere che Giorgio Careddu "abita in via Robert Koch Cagliari" mentre invece abita attualmente nella via Genneruxi, 11 Cagliari. A pagina 9, tale ignorante commissione omette che scesi a reato compiuto e chiesi a Giorgio Careddu con "preghiera" di lasciare mio padre perchè gli stringeva il collo (dichiarazioni di Giorgio Careddu a verbale processo 1° grado) sostenendo una calunniosa minaccia. E’ stato appurato che gli attrezzi da giardino quali cesoie e cacciavite sono stati inesistenti poiché non c’è stato nessun sequestro dalla Procura di Cagliari mentre invece questa commissione sostiene a posta il contrario per colpevolizzare ancor di più me e mio padre. La falsità e la compiacenza di Marco Olandru sta nel fatto di aver dichiarato cacciavite e cesoie inesistenti mentre invece lui stesso dopo che aveva urlato dalla strada di smetterla, su mia domanda se aveva visto come erano andate le cose, rispondeva incredibilmente di conoscere Francesco Floris e Giorgio Careddu affermando: "…LASCIATELI STARE…QUELLI LI CONOSCO…". Non è assolutamente vero che io dissi a Marco Olandru che avrebbe perso il lavoro, in quanto, da articolo di giornale dell’Unione Sarda (documentato) veniva intervistato dichiarando che era precario comunque avrebbe ultimato il suo lavoro di casellante. Il fatto già di per sé incredibile è che questa pseudo-commissione a pagina 10 favorisce calunniosamente accuse di testimonianze false, già di per sé farneticanti e squilibrate, dichiarate a "non ricordo" giustificandole con evidenti aiuti, quindi, in accordo fraudolento ed agente in concorso con questi squallidi conoscenti. Francesco Floris essendo stato, seppur un medico fallito di 76 anni, è risaputo in ambito locale di aver in passato aiutato alcuni giudici di Cagliari e per questo viene favorito e dichiarato insieme al corrotto Marco Olandru incredibilmente "attendibile". Marco Olandru è risultato un testimone corrotto ed un losco individuo assoggettato a conoscenze delinquenziali. L’altro ex casellante Massimo Frau non è mai intervenuto in nessun caso il 20 maggio 2006. A pagina 11, questi pseudo-giudici dimostrano la loro contradditorietà capaci di accuse su frasi terrificanti smentite dallo stesso Giorgio Careddu al giudizio di 1° grado, ma cercano di giustificare e difendere mancanze di memoria aggirando la coerenza dei fatti. E’ singolare come questa pseudo-commissione chiami genericamente "Carabinieri" e non per nome il maresciallo Antonio Cappellu autore delle denunce false a dimostrazione di una compiacente copertura. Si smentiscono loro stessi sul fatto che Francesco Floris si dileguò fuori dal garage quando Giorgio Careddu trattenne mio padre, pertanto nessuna frase o mia azione e sopratutto di mio padre avrebbe potuto compiersi. A pagina 12, emerge la squilibratezza di questa commissione che accusa sia mio padre che me di aver proseguito questa folle spedizione e continuare ad aggredire Francesco Floris mentre invece è stata categoricamente smentita a verbale d’udienza sul processo di 1° grado. Accusano sia me che mio padre di essere usciti armati dal garage per inseguire Francesco Floris mentre invece ciò è stato categoricamente smentito a testimonianza in udienza dal testimone oculare Federico Giorgetti. L’inttendibilità di Marco Olandru viene, inoltre, dimostrata dal fatto che per strada dietro una ringhiera coperta da piante rampicanti non poteva né vedere né quantomeno sentire nulla ad una distanza di oltre 20 metri dall’interno del garage. Nella stessa pagina questa pseudo-commissione raggiunge il ridicolo affermando che mio padre uomo di 74 anni si alzò come una "molla" ed un "centrometrista" per raggiungere Francesco Floris già andato in Ospedale! A pagina 13, questa commissione impazzita insiste nell’affermare oggetti inesistenti quali cacciavite e cesoie è convinta che la vicenda si sia svolta nella via Robert Koch in Cagliari!. E’ assolutamente falso che comprendessi al volo lo scenario visto appena sceso in garage poiché Francesco Floris avvinghiava mio padre insieme a Giorgio Careddu, i quali, lo lasciarono immediatamente e corsero fuori dal garage. Io stesso chiesi a mio padre cosa fosse accaduto (testimonianza interrotta al processo di 1° grado). Le assurdità di questa commissione arriva al culmine quando viene dichiarato che la mia seminfermità di mente in realtà sarebbe falsa poiché SICCOME MI SONO LAUREATO PERCHE’ VENGO CHIAMATO DOTT. INDONI NELLA SEDE DI APPELLO, CIO’, DIMOSTREREBBE CHE AVEVO COGNIZIONE INTELLETTIVA NEL COMPIERE REATI EMERSI FALSI! Mi sono laureato un anno prima (2005) da ciò si evince la rabbia, l’invidia e la gelosia di questa commissione di non aver sopportato il fatto di essermi laureato. Neanche uno scrittore di gialli avrebbe potuto affermare a pagina 14 che il concorso a cui avrei partecipato non è nell’azione precedente a quella di mio padre ma successiva diretta a completare l’opera. Omettono compiacentementel’oggetto della provocazione fatta da Francesco Floris esposta in una querela del 23 maggio 2006 insabbiata dalla Questura di Cagliari ossia "non trasmessa" a posta alla Procura di Cagliari per non istruire subito il reato di lesioni in danno di mio padre parte offesa. Tutto comandato dai giudici. Viene istruito il reato di lesioni in danno di mio padre dopo quasi 2 anni, grazie al sottoscritto che ha scoperto l’abuso, a dimostrazione di aver represso giustizia tramite dolo. E’ stato categoricamente smentito che sia io che mio padre avremmo inseguito armati fuori dal garage Francesco Floris ma questa pseudo-commissione afferma il contrario amplificandone i fatti. L’elemento dell’abuso di questi magistrati è talmente evidente da non richiedere ulteriore dimostrazione. Non c’è un solo elemento che li giustifichi. La ferocia di questa sentenza vile e meschina viene dimostrata dal fatto che non c’è un solo elemento positivo di valutazione processuale idoneo a legittimare equilibrio e trasparenza. Fino alla fine di pagina 14, si evince il netto favoreggiamento di questa commissione verso Francesco Floris arrivando addirittura a giustificare l’assurdo dei reati falsi perchè noi non abbiamo chiesto "scusa" alla controparte! A valere della truffa e del favoreggiamento ritengono infondata la richiesta di diminuzione della somma della provvisionale e il diniego delle attenuanti. L’assurdo è che questa commissione afferma fino alla fine di pagina 15, che, sia io che mio padre "non siamo degli indigenti" poiché siamo in grado di pagare una provvisionale considerata "bassa" di 25.000 euro e tale non porta a rovina! Mentre invece io ho denunciato alla stessa Procura di Cagliari che sono senza un lavoro né un reddito e mio padre viene già derubato di 182,70 euro al mese dalla pensione fino al 2030 in favore di Francesco Floris ed avvocato Efisio Floris col fine di una premeditata rovina famigliare compiuta negli anni senza contare i passati pignoramenti compiacenti e soldi rubati.Spese legali subite circa 40.000 euro. Affermano paradossalmente che ho una psiche fragile e malata a dimostrazione della persecuzione subita da 20 anni. Sia io che mio padre siamo sempre stati minacciati di ulteriori azioni giudiziarie, ricatti e ritorsioni a seguito di legittima denuncia del magistrato, indotti, altresì, alla spesa e alla sudditanza sia come imputati che su azioni come parte offesa che dovrebbero essere scontate, dal momento, che la Procura di Cagliari ha compiacentemente archiviato per circa 60 volte legittime querele come parte offesa sia di mio padre che mie. Situazioni riviste con arroganza, ilarità, divertimento e sadismo. Questi magistrati, prendono uno stipendio pubblico di circa 7.000-8.000 euro al mese. Patrizio Indoni Cagliari

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