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Cosa resterà del presente.

Roma, 06.05.2013 Caro Direttore, vivendo in una grande ed inimitabile città come Roma, mi capita spesso di fare delle "scoperte" relative al suo passato più che remoto. L'altro giorno mi trovavo dalle parti di Saxa Rubra (dove si trova il Centro RAI, per intenderci)ed ho fatto la scoperta di un tratto di almeno 140 metri lineari della strada Flaminia, tracciata dal censore Caio Flaminio tra l'anno 220 e l'anno 219 avanti Cristo ! La strada è in condizioni eccellenti, considerata sia la solida tecnica costruttiva sia il fatto che è costruita in pietra. Si possono chiaramente vedere i solchi nella pietra lasciati dai carri che la percorrevano in continuazione. Queste vestigia, sono inglobate all'interno di una concessionaria di auto (sic!) che ha rispettato anche la presenza di mura di contenimento esistenti lungo la strada, al pari dei marciapiedi che corrono ai suoi lati. In una tabella affissa vicino ad un ponticello di costruzione attuale che scavalca la strada, si legge che nel 2002 la Soprintenda Archeologica di Roma ha portato al reinvenimento anche di numerossimi manufatti metallici tra cui ferri da cavallo! La sensazione che ho provato nel fare la scoperta è stata di stupore e di ammirazione per quegli uomini che oltre duemila anni or sono l'hanno progettata e costruita. E veniamo ai giorni nostri. Cosa lasceremo di tangibile e visibile alle generazioni future a testimonianza della nostra presenza?? La risposta che mi do' è sconfortante: lasceremo una montagna di chiacchiere...di quelle che il vento se le porta via. Vorrei che qualcuno o qualcosa placasse questo mio pessimismo cosmico simil/leopardiano. Ma il fatto è che vivo a Roma, circondato da manufatti di inenerrabile bellezza costruttiva ed evocativa, accomunati da un minimo comune denominatore: appartengono al passato! Forse mi sono distratto ed intorno a me c'è qualcosa di contemporaneo che merita di essere tramandato ai posteri. Vuol essere così gentile, caro Direttore, da segnalarlo ai suoi lettori ed a me tramite le pagine del Suo giornale? Grazie. (Domenico Pio Riitano)

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