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IMPOSTA GENERALE SULLE ENTRATE - 3,3%-4,00% --IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO - 12%- 14% - 15% - 18% -1

Egregio Direttore Dr. Maurizio Belpietro Sono veramente sorpreso dalla incapacità dei professionisti della politica di risolvere con determinazione il problema , lo sviluppo del pensiero culturale, strutturale dell’economia.- Premetto che sono molto preoccupato dalla nomina a sottosegretario di Fassina, antipatico, di eccessiva fede comunista, con forte propensione all’invidia verso i soldi degli altri. Entro nel problema fornendo una mia ricetta tenendo conto della tabella descritta in oggetto che vede una scalata dell’aliquota dal 3,3% con una economia forte, fortissima, con crescita costante all’attuale aliquota del 21% che registra un’economia ai limiti della povertà, della disoccupazione, dell’Italia bloccata.- I primi insegnamenti di conduzione aziendale li ricevo da papà Angelo sin dal 1956 “”accontentati di un moltiplicatore basso che ti permette di far girare l’articolo 5/6 volte l’anno”” Siamo nel 1966 l’aliquota IGE da 3,3% passa al 4% i prodotti a bassa imposta girano ben 6 volte all’anno e si determina un totale di 24% meno un solo giro pari a 4% risulta un 20% in più di aliquota IGE da versare alle casse dello stato.- **MENO SI TASSA PIU’ SI INCASSA** Veniamo invece ad oggi anno 2013 l’aliquota dal 1973 in vigore è l’IVA che parte al 12% - poi passa al 14% -poi passa 15% -poi passa al 18% -poi passa al 19% - poi passa al 20% -fino ad arrivare al 21% aliquota troppo pesante.- A questa tasso il prodotto gira (se gira) una volta sola all’anno e lo Stato incassa UNA SOLA VOLTA IL 21% sul valore aggiunto.- Se vogliamo dare più valore al mensile di un operaio/impiegato non possiamo agire ancora solo sul datore di lavoro appesantendo il carico fiscale , i costi per buttarlo fuori da ogni mercato, bisogna invece –tassativamente- ridurre l’aliquota iva al 8% ( tasso doppio rispetto al 1972 quando tutto funzionava non alla grande ma alla grandissima) determinando un abbassamento significativo dei costi dei prodotti e aumentando significativamente il valore di acquisto della retribuzione.- naturalmente la turnazione dei prodotti in acquisto registra un aumento pari al 5/6 volte arrivando alla quota del -48%- da cui si detrae il -21%- la quota del giro (se gira) di una sola volta e si determina una quota del -27%- in più di aliquota IVA da versare alle casse dello stato- *PROVARE PER CREDERE* “””PIU’ SI TASSA MENO SI INCASSA “”” Caro ministro delle finanze -Dottor Saccomanni- rifletta su questa ricetta elementare di un piccolo artigiano di un paesino di periferia e non ascolti il pensiero di Fassina che certamente non ragiona con la testa da liberale ma soltanto coi sacri testi del regime comunista (anche in Russia non applicano più) che si ostina a voler imporre e applicare in Italia tanto da portarci definitivamente alla deriva.- Solo con una forte diminuzione del tasso IVA si determina un -plus valore- al mensile del dipendente-si registra un incasso migliore per le casse dello Stato- si certifica una forte ripresa della produzione con assunzioni di dipendenti, di rientro dei cassaintegrati, di sviluppo dei consumi , di ritorno di una pacificazione sociale, di una felicità che da molto tempo manca all’Italia.- data 06 maggio 2013 –giorgio alabardi-caidate-

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