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L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI ...

Mamma e papà hanno pensato al nome da darmi con amore. Hanno comprato libri e fatto ricerche su internet per scegliere quel nome che mi avrebbe accompagnato per tutta la vita. E lo hanno fatto con tutto l’affetto di cui solo i genitori sono capaci. Dalla mia nascita tutti hanno cominciato a chiamarmi con quel nome ed io ho imparato a riconoscerne il suono. Crescendo, mi sono appassionato a scriverlo. Dapprima in modo impreciso, poi approssimativo, poi sicuro ed ora, lo scrivo con bella grafia e attento all’inclinazione di ciascuna lettera. Poi è venuto il tempo della consapevolezza. Mamma mi diceva sempre: il significato del tuo nome è …. Ed io rimanevo a bocca aperta a bere ogni parola che usciva da quelle labbra amorevoli. Infine, sono diventato un numero! Il mio bel nome è sparito! Non è stata la deportazione nazista perché siamo nel 2013! E’ stato il Comune di Milano a trattarmi come un deportato! “Mai più un numero! Sono un essere umano!” – si ripetevano coloro che vennero liberati dai campi di sterminio. Eppure un sindaco di “sinistra”, nel 2013, ha saputo privarmi del mio bel nome e farmi diventare un numero. Lo ha fatto nel le graduatorie delle case vacanza e dei centri estivi, nelle graduatorie di “ Milano amica dei Bambini”! Lo ha fatto in nome della PRIVACY! La PRIVACY è un diritto! Allora invoco il mio diritto di non essere un numero e di essere chiamato con il mio nome! Ho il mio sacrosanto diritto di riavere il mio nome scritto sulle graduatorie! Il numero, se volete, tatuatevelo sulla fronte nel nome della PRIVACY! Ma a me, ridatemi il mio nome! MAGDA

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