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un accordo contro natura

Nell'ultima settimana ho seguito con un po' più di attenzione alcune trasmissioni televisive ed i principali articoli della stampa di varia ispirazione aventi come argomento le differenze tra le posizioni della gente comune che ha votato Pd, la cosiddetta base, ed i vertici del partito e le sue varie correnti, oltre agli stessi esponenti coinvolti direttamente da Letta nella formazione del suo governo, in merito alla convivenza tra Pd e Pdl nello "strano governo" delle larghe intese, o presunte tali. La sensazione netta è che vi sia un diffuso malcontento della base e di buona parte del partito riguardo agli accordi, o almeno tentativi di accordo, tra Pd e Pdl nell'ambito di un governo che appare sempre più largamente bollato come "contro natura". Da un certo punto di vista non è neppure una gran sorpresa, considerate le ostilità più feroci che il Pd ha manifestato, incluso Letta, nei confronti del Pdl e dell'odiato "berlusconismo" fino a ieri (peraltro ricambiate, almeno dai "falchi" del Pdl), senza esclusione di colpi, in tutte le sedi, in tutte le occasioni, su tutti i possibili argomenti. Da una parte la necessità, sollecitata dal Presidente della Repubblica, di mettersi insieme pur di malavoglia per fare le le cose più urgenti, dall'altra i peggiori "mal di pancia" alla sola idea di dover venire a patti in qualche modo con il nemico. I commentatori schierati con il Pd più radicali vivono il momentaneo accordo con Berlusconi come un "abbraccio mortale", che segnerà la fine della sinistra. Ciò che più emerge da quanto ho avuto modo di sentire e di leggere è che la vera anima del Pd, la più vicina al sentimento popolare di appartenenza, la più autentica (non solo nella base più accanita, ma anche in molti esponenti del partito), è quella che discende dall'ideologia di matrice comunista. E' quella che trova la sua migliore sintesi in una recente dichiarazione della Senatrice del Pd Laura Puppato (un nome una garanzia): "Il Partito Democratico ha una lunga tradizione, dal 1948" (e meno male che si è fermata lì). E' tutto detto, qualsiasi commento è superfluo. Come ha sottolineato a Porta a Porta una giornalista che segue abitualmente il Pd, coloro tra i sostenitori del Pd che nel 1994 avevano 15 anni sono stati allevati per circa vent'anni a pane - manette - antiberlusconismo. Quello che è sentito come un accordo "contro natura" è il frutto di questa distorsione della dialettica politica.

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