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Tra il dire e il fare……… Facile parlare, fare volantini e comunicati. Vendere fumo e illusioni ! I sindacati sono veramente dalla parte dei lavoratori? Veramente li tutelano? Un fatto, piccolo ma molto significativo, una vicenda come tante atta a sfruttare l’ingenuità e l’inesperienza dei lavoratori. La moglie straniera di un lavoratore straniero presso Acciaierie Venete Sarezzo, il lavoratore ricoverato per un evento grave e un sindacato o meglio un operatore, che non è un’entità aleatoria ma una persona che ha a che fare con altre persone, spesso inesperte e bisognose di aiuto. La moglie, che si trova a doversi occupare di cose che non comprende a pieno e con difficoltà di espressione per la poca conoscenza della nostra lingua, preoccupata di essere in regola con il fisco, si rivolge al sindacato per compilare un 730, C.A.F. C.G.L .Gardone Val Trompia (BS), è visibilmente in difficoltà con la lingua e inesperta in materia, sa solo che il 730 è obbligatorio e va presentato entro i termini di legge. L’impiegato non chiede e non s’informa né le consiglia di rivolgersi alla ditta dove il marito è impiegato, visto che non è un loro tesserato, per avere informazioni in merito al tesseramento del marito. Tesseramento che le consentirebbe di avere la compilazione del 730 gratuita. Ritira i documenti e si fa pagare 70€ per il servizio. Faccio presente che tale servizio in una sede A.C.L.I .costa dai venti ai 30€ senza nessuna tessera, ma anche questa informazione viene omessa. La signora, non sapendo che fare, a disagio per la sua difficoltà di espressione e comprensione paga e riferisce il fatto al marito. Ha solo sbagliato sigla, il marito è un tesserato C.I.S.L. Accompagnato dal suo rappresentante sindacale, il marito, che nel frattempo è stato dimesso dall’ospedale, si reca nella sede del C.A.F. C.G.L. per chiedere l’annullamento del 730 che non è ancora stato inviato, lo storno della fattura e la restituzione della cifra pagata. Si può fare tutto, tranne un piccolo particolare, i soldi non possono essere resi. Il rappresentante contatta il C.A.F. C.I.S.L. di Lumezzane (BS) che conferma che, a fronte di un pagamento di 10€ per il disbrigo della pratica, è fattibile lo storno della fattura e la restituzione della cifra pagata. Una regola non scritta ma di uso comune a tutti i C.A.F. sindacali. Niente da fare, impiegato irremovibile, i soldi non vengono resi. È un piccolo fatto, ma quanto valgono quei 70€ per la moglie di un operaio con una famiglia a carico e una malattia grave da affrontare? L’ignoranza portata dalla parziale incomprensione della lingua e degli usi di una nazione straniera non è forse già di per sé sufficientemente deprimente e disarmante? Ci chiedono di scioperare per i diritti, per avere una dignità nazionale, per difenderci dagli abusi. Come possiamo credere a tante parole se poi nei fatti non abbiamo nemmeno il lontano sentore che facciano per noi anche il minimo sforzo. Il sindacato, sotto qualunque bandiera si identifichi, è nato per proteggere e aiutare i lavoratori, per dare loro una dignità e per tutelare i loro interessi , per essere vicino a chi ha bisogno e non può, come singola entità, ottenere ascolto e aiuto. Così non è nei fatti o non lo è più, o hai la tessera o non sei nessuno, possono sfruttarti, schiacciarti, abusare della tua ignoranza in materia di diritto o fiscale o semplicemente della tua paura di perdere il lavoro. Nessun sindacato ti proteggerà o verrà in aiuto. Come ogni altra cosa in Italia o nel mondo tutto ha un costo, tutto si risolve in interessi, numeri e parole. Politici o finanziari, che cambia, allora è vero e sacrosanto il detto, fra il dire e il fare……………. ATTENTI LAVORATORI, MOGLI DI LAVORATORI, AMICI, PARENTI E VICINI, siamo solo numeri e strumenti in mano a persone con interessi che niente hanno a che vedere con noi e ogni errore può costarci lo stipendio di due giorni, in tasca a chi dovrebbe proteggerci e tutelarci. Questa vuole essere una denuncia e un monito a chi sfrutta per i propri interessi chi dovrebbe proteggere e aiutare. Io sono il rappresentante sindacale che ha accompagnato il marito, che ha discusso ed è stato accompagnato senza mezzi termini alla porta. Credo ancora nel sindacato e nei suoi principi ma non riesco a identificarmi in ciò che vedo e sento. Non è una tessera che crea un diritto, non è un diritto che cancella un dovere, non è una bandiera che nasconde l’umanità e il senso civico. Italiani o extracomunitari, lavoratori di ogni colore e razza, quando l’intolleranza e l’ingiustizia si manifestano e in qualsiasi sede si manifestino, un rappresentante sindacale può e deve intervenire, che siano tesserati di destra, di sinistra o di centro non è importante, sono persone, lavoratori e come tali si appoggiano a noi e noi dobbiamo esserci. Questo è l’impegno che nessuno ci ha imposto, ci siamo fatti avanti noi, perché ci credevamo, perché eravamo convinti delle idee e degli obbiettivi, non per mero interesse personale o per avere favori e privilegi. Facciamo un passo indietro, torniamo ad essere presenti e uniti, ai vertici non si sporcano le mani e non sudano, noi si, noi viviamo e lavoriamo a fianco delle persone che tuteliamo, se li abbandoniamo noi, se li facciamo sentire inutili, inesistenti come potranno fidarsi e sentirsi tutelati da ciò che rappresentiamo? Si può essere furbi e gioirne. SI PUO’ ESSERE UOMINI, COERENTI, DIGNITOSI E ESSERNE ORGOGLIOSI. R.S.U. F.I.M. Salvatore Peroni

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