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basta diplomazia, è ora di gridare

Caro Sig. Grillo, le scrivo dall'area del terremoto del 20/29 maggio di un anno fa, un avvenimento che sembra cancellato dai pensieri dei nostri governanti. Io sono un medico di paese, conosco le sofferenze della gente, e le posso testimoniare che la situazione è drammatica: da un anno siamo in difficoltà che evidentemente fuori dal nostro cratere terremotato nessuno conosce o ricorda. Abbiamo perso le case, i luoghi di lavoro, anche le campagne con le recenti piogge, quasi una alluvione. Lo stato e la regione ci ignorano, la gente è disperata, l'ASL organizza dei corsi per la prevenzione del suicidio che mi lasciano molto perplessa: basterebbe che ci dessero gli aiuti promessi in campagna elettorale ed i suicidi non avrebbero ragione di essere. Nel mio studio i pazienti piangono in continuazione: dopo il danno del terremoto, la beffa delle tasse da pagare come se nulla fosse accaduto, le spese per piazzare le capanne di legno dove proseguire l'esistenza ed il lavoro, le aziende che hanno chiuso o si sono trasferite, i disoccupati col mutuo da pagare sulle case rasate dalle ruspe. In questo anno ci è mancata la vostra presenza. Mai come in questi mesi siamo stati così soli ed abbandonati, ormai nemmeno più solidali fra vicini di casa come era all'inizio. Ognuno si è arrangiato come ha potuto, nessuno crede più nello stato, che è presente solo per mandarci equitalia o la finanza a succhiare quello che riesce a succhiare delle ultime gocce di linfa. Il consumo di tranquillanti ed antidepressivi è alle stelle. Sig. Grillo non sia insensibile al grido di dolore che da questa zona martoriata si leva. L'Emilia è in ginocchio ma non si umilia a chiedere elemosine: solo chiediamo che le promesse elettorali di Errani siano mantenute, perchè su quelle promesse ci siamo riempiti di debiti. Chiediamo di non essere considerati figli di un Dio minore, e di avere gli stessi benefici delle altre regioni terremotate. Sig. Grillo al momento attuale solo voi, solo Lei ha la voce per far sentire il nostro dolore, perchè Lei grida più forte del nostro pianto sommesso. Cordialmente sandra

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