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LA FERRARI E LE DUE TORPEDO BLU

Egregio Direttore, dovrei essere volgare per commentare l’ennesimo episodio di intolleranza razzista di genere, ma, violenza e volgarità mi ripugnano, per cui utilizzerò un vocabolario ristretto e corretto per descrivere la vicenda. L’insulto lanciato nei riguardi della conduttrice della Domenica Sportiva da parte di due protagoniste dello spettacolo televisivo, mi ha lasciato turbato e sorpreso. All’interno della trasmissione di Santoro viene fatto passare uno spot promozionale di uno spettacolo di Serena Dandini con un monologo della Cortellesi, incentrato sul fenomeno del femminicidio e quindi contro la violenza di ogni genere nei confronti delle donne. Nulla da eccepire sul testo, di cui non conosco l’autore, non importa se uomo o donna, testo di alto contenuto morale con notevoli riferimenti gnomici che ammoniscono con ironia sarcastica gli inauditi episodi di violenza contro le donne. Ad un certo punto, però, una forma di schizofrenia dialettica si impadronisce dell’autore del monologo e con una piccola frase di espressione offensiva nei riguardi della Ferrari vanifica con un soffio impietoso l’impianto moralistico, pedagogico, apodittico e paradigmatico, alla base della meritoria operazione di condanna. Si rimane letteralmente allibiti nel constatare la gratuità dell’espressione – “mi fa schifo”-, rivolta da donne ad una donna, in un contesto che avrebbe dovuto celebrare la sublimazione della femminilità e la difesa globale del mondo femminile che, salvo rare eccezioni ed umane miserie, ritengo parte positiva e rigeneratrice del genere umano. E dire che durante la trasmissione avevo nutrito sincera empatia nei riguardi della Dandini, vittima di un gratuito ed evidente attacco verbale con palese intento provocatorio, perpetrato da un professore universitario. In un attimo, quindi, la mia considerazione positiva ha avuto un sussulto nel verificare l’espressione compiacente e compiaciuta della Dandini, il cui elogio del monologo si associava all’applauso del pubblico presente, senza nessuno che intervenisse in favore della Ferrari. A questo punto non vedo come le due artiste potranno porre un rimedio e rimediare al danno causato a loro stesse, sportivamente,in modo superficiale e persino ingenuo, come due torpedo blu contro una ferrari. Ma a parte la battuta, non capisco cosa la Ferrari debba farsi perdonare, tra l’altro, da colleghe o ex dipendenti RAI. Ma conflitti personali non giustificano l’insulto e l’espressione nasconde qualcosa di più profondo che attiene alla inveterata lotta che si perpetua in favore di una contrapposta visione politica del mondo. Mi sto convincendo che questo è un virus nella nostra società che è difficile da estirpare. In nome di una idea, ci scanniamo gli uni con gli altri e facendo qualche salto nella storia, la guerra civile, Coppi e Bartali, Guelfi e Ghibellini, Oriazi e Curiazi, fanno parte della storia italiana e persino Shakespeare aveva capito tutto, ambientando in Italia “Romeo e Giulietta” dei Montecchi e Capuleti. Antonio Mirabile

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