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i cinesi, la crsi e gli italiani...

Da moltissimi anni lavoro di notte, quindi durante il giorno ho abbastanza tempo libero. Detto questo passo al dunque. Avendo un passato di fotoreporter-cronista mi è naturale andare in giro e osservare. Semplicemente osservo. Cosa? Come, per esempio, è cambiata la società veneta, e italiana, in un paio d'anni. Quasi tutti i bar di Padova, e provincia, ma lo stesso discorso, ne sono sicuro, vale per il resto d'Italia, sono gestiti dai cinesi. E sto parlando solo dei bar. Normale direbbe una persona in un Paese democratico come il nostro. Ma la mia osservazione è questa: andando di questo passo tra dieci-venti anni tutti, e dico tutti, i bar e gli esercizi pubblici, in Italia, saranno nelle mani dei cinesi. E non sto certo parlando di esercizi pubblici di dieci o di venti metri quadrati. Parlo di esercizi pubblici di migliaia di metri quadrati. Vorrei fare un altro esempio. Se per caso io, come siciliano, dovessi aprire un esercizio pubblico di questa metratura la maggior parte dei cittadini, ne sono più che sicuro, farebbe questa osservazione: ''Ma come fa un siciliano aprire, qui nel Veneto, un bar di questa dimensioni? Di sicuro dietro c'è la mafia, la criminalità organizzata...'' ecc. ecc. Per noi cittadini medi è impossibile aprire una piccola bottega per via dell'affitto, delle tasse, della crisi ecc. ecc., figuriamoci acquistare e gestire simili, enormi esercizi pubblici. E in posti non certo periferici. Qualcuno saprebbe dare una risposta ai miei naturali quesiti sopra elencati? saluti gianni sutera, padova

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