Cerca

LAVORO E STATO: FONDI SPRECATI

Gentile Direttor, mi chiamo Michele, sono residente in un paesino della Puglia, sono posato e ho due bimbi. Dopo essermi sempre occupato di amministrazione per società di servizi, specializzato in gare d’appalto, causa i ritardi nei pagamenti, i continui ribassi, ho perso il lavoro ed oggi vivo con lavori saltuari. Infatti attualmente sono in Lombardia, lontano dai miei affetti più cari. Non sono una persona che si lamenta, anzi anche nelle difficoltà tendo a stringere i ranghi, e mantengo un carattere gioviale. Quando mi chiedono: come stai, io rispondo sempre: bene; anche se sono in un momento di difficoltà. Oggi, però sono infuriato e sono stanco, e non mi sento di dire bene perché, anche avendo sempre avuto fiducia nei ns. rappresentanti, oggi questa fiducia viene completamente a mancare. Il 30 novembre 2012, scadevano i termini per presentare proposte progettuali rispondenti al Programma obiettivo per le Pari Opportunità 2012. Ora sapendo che bisogna anche essere in grado di crearsi opportunità di lavoro, io con alcuni amici, decidiamo di presentare una proposta progettuale, inerente la costituzione di un Cooperativa Sociale che avrebbe dato posti di lavoro nel territorio, non solo al gentil sesso, ma anche a coloro che oggi, come me, vivono in condizioni di disagio. A tal fine, creiamo un parternariato con il Comune, è presentiamo il progetto. Dalle informazioni in mio possesso, l’esito del progetto, veniva comunicato tra giugno e luglio, e pertanto attendevo con ansia tale termine per vedere se la proposta era stata accettata, e in tal caso poterci mettere subito al lavoro. Oggi, non so perché, h deciso di visionare il sito, e scopro che il Programma obiettivo per le Pari Opportunità 2012 non avrà seguito. Ora io domando: Si parla di posti di lavoro, e non si sanno trovare soluzioni; Si parla di pensare anche a crearsi opportunità, ma se l’ho si fa è lo stato per primo che ti mette nei guai. Si perché mettiamo il caso non fossi stato io a presentare questo progetto, ma l’avessi fatto per un Ente terzo, oggi il minimo che poteva capitarmi sarebbe stato non ricevere quanto pattuito; ma se mi avesse dato già il compenso, io mi sarei trovato con dei debiti. Non so se la mia proposta sarebbe stata accettata, se non lo fosse stato mi sentivo comunque con la coscienza pulita e tranquilla. So solo che ogni giorno che passa, sono sempre più stanco e più solo, mi sento come Don Chichotte, con una differenza che più passa il tempo, e più io muoio in una lenta agonia. Direttore, io non Le scrivo per un lavoro, ma per denunciare una l’incompetenza di chi ci amministra, le aziende cercano Problem Solving, l’ITALIA è una grande azienda perché si deve accontentare di persone che non sono in grado di risolvere problemi? Spero mi sappia dare almeno Lei una risposta, perché oggi mi sento di vivere in un paese falso, ipocrita e abbandonato al Suo destino. W l’ITALIA. Michele.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog