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LETTERA DEL MOVIMENTO STUDENTESCO PADANO - NOI DICIAMO SI' AI TEST INVALSI

Gentile Direttore, il Movimento Studentesco Padano desidera ringraziarla per l’ospitalità offertaci sulle pagine del suo giornale, perchè si tratta dell’occasione propizia per lanciare un messaggio molto chiaro. E il messaggio è questo: noi diciamo sì ai test INVALSI, che verranno sottoposti agli studenti delle scuole superiori di secondo grado nella giornata di oggi. Si tratta di questionari - non quindi di quiz, termine spregevolmente sciorinato dai loro detrattori per prefigurare immaginifici scenari da esame della patente - volti a valutare le competenze, e su questo punto riteniamo necessario focalizzare l’attenzione dei lettori. I tanto vituperati (dai soliti noti) test INVALSI hanno infatti l’alto e complesso compito di andare oltre le semplici nozionistiche conoscenze, per passare ad un metro più adatto e al passo coi tempi, quello delle competenze, appunto. Si vuole quindi rilevare non solo e non tanto il sapere, ma il saper fare, abilità quantomai necessaria in tempi di flessibilità portata all’esasperazione, in periodi in cui il lavoratore è chiamato a dar prova di un costante reinventarsi. Ecco quindi la prima grande bufala che le solite associazioni studentesche raccontano: gli studenti vengono trattati come numeri, senza il riconoscimento delle personali peculiarità. A questo proposito, vogliamo ricordare che nelle prove oggetto di critica vi è la presenza non secondaria di domande aperte, categoria che per altro trova ancora maggiore spazio nei test di quest’anno, che servono appunto per non ridurre la valutazione a versioni istituzionali di note trasmissioni televisive. Ma scorrendo i fiumi di carta che da qualche tempo a questa parte inondano le redazioni dei giornali, così come i cestini in prossimità delle scuole - che traboccano di volantini deliranti saggiamente rifiutati da studenti dotati di raziocinio - si scorgono veri e propri strafalcioni casalinghi propinati ad ignari studenti, un esempio fra tutti è la non obbligatorietà del test INVALSI. Ai disattenti, o forse malintenzionati, autori della scempiaggine vogliamo difatti far presente che l’obbligatorietà dei test è sancita dall’art. 51 della legge 5/2012. Sconsigliamo quindi di fare ulteriore apologia di comportamenti insensatamente fuori dalla legalità davanti e nei confronti dei nostri ragazzi, che non sono tenuti a conoscere i commi della legislazione in materia. Sono però tenuti a svolgere i test che verranno loro proposti, perchè è giusto e perchè è un loro dovere. E’ giusto perchè consentiranno un’efficace rilevazione della qualità dell’insegnamento in maniera oggettiva ed uniforme dappertutto, anche evitando fenomeni di “copiatura” attraverso prove fra loro differenziate. E’ giusto, ancora, perchè si può decidere con causae cognitio solo conoscendo come stanno le cose, e per farlo non ci si può certo basare sui soggettivi quanto sbilanciati esiti della carnevalata di Stato chiamata dai più “maturità”, su cui ci riserveremo di spendere qualche parola nelle sedi più opportune. Infine, riteniamo addirittura superfluo ribattere a certe stoltezze, fra cui la presunta violazione della privacy dello studente (basti dire che il test è anonimo). Approfittando della disponibilità del Direttore, vorremmo chiudere lanciando uno slogan, che i ragazzi troveranno anche sull’apposito evento di Facebook “Noi diciamo sì ai test INVALSI” e sui volantini in via di distribuzione fuori dalle scuole: ELIMINANDO LA DISCREZIONALITA’, EMERGE IL MERITO. + INVALSI, + MERITO. il Movimento Studentesco Padano

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