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Piccole aziende schiacciate dalla crisi e dagli Studi di Settore

Gent.mi Signori, vorrei segnalare una situazione estremamente grave nella quale si sta ritrovando l'azienda nella quale lavoro da 20 anni. L'azienda, fondata negli anni '50, ha un lungo percorso storico di eccellenza riconosciuta a livello nazionale ed internazionale ed ha sempre contribuito fortemente nel suo piccolo (a livello di tasse pagate) allo sviluppo del nostro Paese. A partire dal 2008 l'azienda ha cominciato a risentire della contrazione della domanda e negli ultimi anni stiamo soffrendo fortemente della situazione del mercato interno per cui stiamo rivolgendo i nostri sforzi per aprirci maggiormente sui mercati esteri. Le vorrei inoltre sottolineare che gli attuali dipendenti hanno un'anzianità minima di lavoro svolta tutta all'interno di questa azienda di circa 20 anni. Ad alcuni mancano solo pochissimi anni per raggiungere la pensione. Ora la situazione è la seguente: - nello scorso novembre 2012 ci è giunto un accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate relativo all'anno 2007 sulla base del quale ci è stata contestata una sanzione basata su dati presuntivi degli studi di settore in cui ricadiamo; - abbiamo presentato memorie e documenti contabili dettagliati (abbiamo una contabilità ordinaria e non semplificata) che attestavano la correttezza delle registrazioni e della situazione della ditta nel 2007; - l'agenzia delle entrate non ha voluto neanche leggere tutta la documentazione presentata rigettando la nostra tesi; - abbiamo fatto ricorso e la commissione tributaria provinciale lo ha respinto. Ora la situazione è che la ditta ed i soci devono pagare somme ingenti solo a causa di una presunzione di reddito che non c'è stato e glielo potrei giurare e documentare. Le posso testimoniare, assieme a tutti i miei colleghi, l'estrema correttezza dei titolari dimostrata con tutti noi nei passati 20/30 anni fino ad oggi. E' mai possibile che in una situazione di recessione e di crisi come quella attuale se c'è un titolare che ci sta a non guadagnare nulla (grazie al fatto che negli anni del boom economico l'azienda andava benissimo e quindi si sono accantonate risorse) pur di mantenere l'azienda ed i posti di lavoro, debba essere "costretto" a chiudere sulla base di redditi solo PRESUNTI? Ma è VERO che il governo vuole aiutare il paese ad uscire dalla crisi o lo vuole affossare? E' possibile che in questo periodo durissimo a livello economico l'Agenzia delle Entrate si accanisca contro chi è già con le spalle al muro? Devono esistere solo le grandi aziende che trattano con le banche e poi possono fallire? Nelle grandi aziende forse non ci si preoccupa dei dipendenti mentre qui invece sono i dipendenti ad essere tenuti nella massima considerazione e prima dei titolari!!! E' per questo che l'azienda la sentiamo un po' come nostra. E' possibile che chi si comporta correttamente sia non solo penalizzato ma addirittura "ucciso" dal sistema? In questa situazione vien da pensare che è meglio essere evasori totali! Ma è mai possibile doversi ridurre così? Mi fa ribrezzo solo a pensarci! Ci deve sempre "scappare il morto" prima che qualcuno si occupi di queste "piccole" cose che però fanno vivere 15 famiglie? Pensate che sia facile trovare un nuovo posto di lavoro per chi ha già compiuto 50 anni? Come ci arriviamo alla pensione? Con gli stipendi dei dipendenti dell'Agenzia delle Entrate? Vorrei che si capisse che spesso nelle aziende private di piccole dimensioni non c'è un padrone ma un vero e proprio "buon padre di famiglia" che fa di tutto per mantenere i suoi "figli" intaccando persino i propri risparmi faticosamente accantonati negli anni. Se questo va contro i criteri degli Studi di settore che presumono e pretendono che un'azienda per rimanere aperta debba per forza guadagnare, mi spiace ma non sono d'accordo. In un paese libero una persona non solo deve essere libera di tenere aperta la "sua ditta", anche se in perdita e non chiedendo niente allo Stato, ma anzi dovrebbe essere sostenuta perché questa persona ce "ne mette del suo" contro ogni logica capitalistica!

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