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LA TRASFORMAZIONE DI SANTORO

Egregio Direttore, ho notato negli ultimi tempi una trasformazione avvenuta nei comportamenti di Michele Santoro nei riguardi della presunta parte avversa, con un eccesso di garantismo, persino ostentato. Tralasciando il top dei top della serata con Berlusconi one man show, sempre più spesso, lo vediamo intervenire in favore degli ospiti di destra,difendendoli dalle intemperanze degli oppositori, cosa abbastanza inusuale nel passato. Ho l’impressione che si offra vittima al suo interlocutore, lasciandogli campo libero ed ampia possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero. In verità, è una tecnica di conduzione che ha sempre adottato, ma da quando ha lasciato la RAI è molto più evidente. Mi sembra un ottimo regista che valorizza i propri attori. Volendo essere un po’ malpensanti, possiamo dire che il marketing televisivo lo spinge a strizzare l‘occhio verso un bacino di utenza più esteso, che gli offre un notevole ritorno pubblicitario. Insomma una combinazione di giornalismo e marketing ben riuscito. Completano il quadro la diffusione di filmati abbastanza bilanciati e la scelta degli ospiti. A tal riguardo, è persino clamorosa la performance di Daniela Santanchè che, con la sua intelligenza ed abilità oratoria, mediante l’uso di raffinati esercizi retorici, ha messo letteralmente a cuccia i suoi interlocutori, difendendosi egregiamente dalle loro zanne, che invano cercavano di affondare i loro colpi. Merito della signora Santanchè, ma anche dello stesso Santoro, che ha messo la parlamentare nella condizione di esprimere il meglio di sé stessa. Si parla tanto e inutilmente di pacificazione, difficile da raggiungere perché le posizioni dei contendenti sono notevolmente divergenti, ma un osservatore accorto e ben strutturato, non fazioso e libero da pregiudizi, non può non riconoscere il valore indiscutibile di un avversario politico che ha manifestato le proprie idee con una logica stringente, definendo con orgoglio e chiarezza i valori di una parte, lasciando, così, poco spazio agli sberleffi beceri del supponentismo avverso. Antonio Mirabile

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