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LETTERA APERTA A

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Egr. Dott Mineo, Le scrivo questa lettera aperta per rispondere ad una Sua dichiarazione riportata sul quotidiano “LA STAMPA” del 15/05/2013 precisamente a pag. 9 sesta colonna L'articolo racconta della “parabola del buon funzionario che si reca fino a casa dell'aspirante suicida, sommerso dai troppi debiti, e lo salva”. Ora, dott. Mineo, io non ci credo per nulla alla sua storia, anzi mi indigna la strumentalizzazione che Lei fa di queste vittime e mi fa venire spontanee delle domande, e precisamente: 1) Da questo piccolo imprenditore Lei ha mandato un funzionario per: aiutarlo, per consolarlo o per controllare che la corda fosse ben insaponata? 2) Ammettendo che abbia a cuore queste spiacevoli situazioni cosa pensa di fare, o ha già fatto, per tutti i familiari di coloro che sono morti suicidi a causa della sua Equitalia? 3) Cosa pensa di fare nel prossimo futuro e per tutte quelle situazioni disastrate e disastrose che sempre più sembrano verificarsi? Con l'occasione voglio augurarLe che “Nostro Signore” le illumini la strada e che Le dia la forza e la serenità per sopportare il peso che la sua coscienza dovrà, forse, un giorno, sopportare. Cordialmente Nicola La Rosa

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