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Aumento dell'IVA a Luglio

I soggetti privati, per la gestione IVA, sono spesso tesorieri dello Stato in attesa del versamento all’Erario. Il progetto parte dalla premessa di automatizzare i pagamenti delle famiglie per il loro consumo che, non essendo soggetti diretti economici, pagano in ultima istanza il bene o il servizio avuto al lordo della tassa applicata secondo le norme vigenti già conosciute; tale premessa si è già ampiamente concretizzata in quanto, attraverso i servizi bancari, le famiglie italiane possono evitare il più possibile il passaggio del denaro contante. Il progetto è molto semplice e lo si rappresenta con un esempio concreto. Il capofamiglia insieme alla moglie vanno nel supermercato per le provviste della settimana entrante; trovano nel supermercato una situazione esattamente uguale a quando non esisteva in Italia tale progetto; si va alla cassa e si paga la spesa con la carta di credito; la cassiera striscia la carta e viene addebitata la spesa nel conto corrente; qui subentra il progetto che fa scattare l’addebito in due movimenti: Addebito della spesa sul c/c per l’intera somma della spesa Accredito al titolare del supermercato del 96% Accredito all’Erario dell’ 4% come aliquota minima possibile all’Erario Il titolare del supermercato versa all’Erario nei tempi consentiti l’IVA che viene dalle vendite calcolata secondo gli schemi tradizionali togliendo l’IVA pagata per acquisti di beni e servizi e la somma che hanno pagato le famiglie che sono andate direttamente allo Stato. Due considerazioni fra le tante inconfutabili: Il gettito all’Erario in un anno sicuro secondo i dati reali del 2010 sarebbe di circa 24 miliardi e 800 milioni. Fra le ipotesi di gestione si può creare un credito d’imposta del capofamiglia che è andato a far spesa che invoglierebbe al consumo secondo lo stile americano, anche se più furbo.

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