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Italiani di sangue

La forzatura di una democrazia moderna che trasforma le patrie nazionali in “suoli” di passaggio e transito. Questo siamo? Questa è la nuova concezione d’Europa, tra globalizzazione, controllo e lobby di potere? Il “Diritto di essere” italiani è di sangue, non si acquista, ne si baratta, non si reclama, ne altro! E’ una questione intergenerazionale, profonda, intima, incomprensibile; si è italiani fin dagli albori della propria anima e della propria coscienza! Chiunque adduca alla possibilità di barattare questa “fortuna” con qualcosa di materiale, terreno e non etico, filosofico e spirituale, sta sbagliando! Chiunque adduca alla possibilità di rendere italiano chi “sfiora” la nostra terra, chiunque lo pensi e lotti per questo, per rendere ancora più meticcio questo paese, sta maledettamente errando! La stima verso una storia, un popolo, una tradizione millenaria, la misera convenienza dell’essere parte di noi, non basta, ne basterà mai per essere come noi. L’orgoglio dell’appartenenza, l’appartenenza stessa forma le basi per l’identità della persona, necessaria ora più che mai, a camminare scalzi e nudi tra i carboni ardenti, i fumi e le fiamme di un inferno sociale alla deriva, votato alla perdizione dei valori, dell’etica sociale, della moralità; l’identità personale, ancor prima che politica e “settoriale”, è la bussola che segna nord, è il compendio ed il sunto di anni di esperienze personali, dei risultati ponderati ed inconsci della propria educazione familiare, dei valori universali acquisiti nel tempo. Armi terribili e spaventose per chi vuole fondere a forza i popoli, per chi vuole strumentalizzare, per chi vuole speculare sulle società degli uomini, per chi vuole estirpare tradizione, unicità, peculiarità, tipologie e concezioni differenti, usi e costumi secolari, per chi vuole dimezzare, depotenziare, inglobare, inquadrare, mentire, indirizzare, massificare ed eliminare, man mano, strisciando come uno schifoso ed immondo verme, la libertà individuale che rende gli uomini indipendenti; libertà primaria ed assolutamente personale, fornita, garantita solo da un’identità, dalla consapevolezza di “chi sono”, ai propri pregi e difetti, carattere, valori, all’educazione ricevuta, alle esperienze fatte, vissute e metabolizzate. Solo ciò permette di fare scelte responsabili, consapevoli, indipendenti, proprio ciò, i “potentati” mondiali tenteranno, tramite le loro mille e subliminali ramificazioni, di annullare, eliminare. Quando sarà tolta ad un uomo la propria identità personale, profonda, intima, unica quasi come le impronte digitali, sarà srotolato il suo “dna”, creando mezz’uomini da accorpare ad altri mezz’uomini al fine di formarne uno “intero”, si spegnerà la volontà ed assisteremo all’estinzione della razza umana per come l’abbiamo vissuta e conosciuta. Mai, nella storia, qualcuno è riuscito in questo disegno malefico fino in fondo; pertanto è incredibilmente fondamentale ogni giorno riscoprire se stessi, la propria libertà, la propria individualità, la propria moralità, i propri valori, avere il coraggio di asserire che ciò è “giusto” o “sbagliato” per libera volontà, con responsabilità, consapevolezza, maturità e cognizione di causa. Per tutto questo è essenziale, come mai prima, combattere a spron battuto, senza mezzi termini chi strumentalizza forse il più antico, primordiale e nobile diritto dell’uomo, quello di “essere”. Per tutto questo è necessario oltre modo difendere non un diritto ma la realtà dell’ uomo di appartenere alla propria terra per “sangue” secolare, concetto che va oltre il senso di “nazionalità”, significato ammorbidito, eccessivamente democratizzato. L’Italia non è un suolo, ne un territorio di passaggio, è una Patria e noi, siamo i suoi figli, nati nel suo grembo, da altri figli. Chiunque, se lo ritiene, lusinghi questa terra acquisendone la nazionalità, ma mai potrà essere italiano di sangue, ne mai comprenderà fino in fondo cosa possa significare!

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