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BISOGNA RIMANERE UMANI E PARTECIPI DELLO STESSO PANE

Questa lettera è stata pubblicata anche sul Portale Yoga Vita e Salute. Mi auguro possiate pubblicarla. Grazie della collaborazione Graziano Fornaciari Bisogna rimanere umani e partecipi dello stesso pane Ho assistito il 23 luglio scorso ad una serata, nella quale Don Andrea Gallo ha presentato il suo ultimo libro dal titolo "La Buona Novella". Il luogo era il circolo Le Ciminiere situato a Cà de Caroli di Scandiano (RE). Il circolo sorge su una parte della vecchia officina, memoria storica di una comunità operaia che produceva calce e gesso, ed era la fonte economica per la quasi totalità della comunità. Non avevo mai avuto occasione di ascoltare di persona Don Gallo, ma ero rimasto impressionato, vedendo i filmati in rete, da questo prete minuto che, con vigore, poneva sempre l'attenzione ai bisogni degli "ultimi" e alla necessità di servire e non di essere servito. Vedendolo di persona e soprattutto ascoltandolo, ha donato a tutti noi presenti una forza e una passione rara, una gioia per la Vita in ogni suo aspetto. La sua presenza era calamitante e non potevi distogliere l'attenzione perché il racconto era vero, testimonianza di una vita coerente, nella quale il pensiero diviene azione. Che bello sentire parlare di amore e soprattutto percepire che ti attraversa nutrendoti, perché chi te lo racconta lo vive senza importelo. Ha citato la sua folgorazione per Don Bosco che lo ha portato tutta la vita a camminare con la gente e da qui la definizione di prete di strada. Ci ha emozionato quando ha raccontato che a 15 anni era partigiano e che a 17 anni ha visto nascere la democrazia, per poi dire, con la voce rotta: "ma ora che sono vecchio, la devo veder morire?". Egli vive in mezzo ai ragazzi per aiutarli a tirare su la testa, perché la democrazia è sotto anestesia e noi stessi siamo anestetizzati. L'unica arma che può mettere limiti all'essenza del capitalismo e alla brama di potere, è la democrazia, il popolo che si organizza. Ormai ci hanno tolto quasi tutto, ma non la dignità, per questo nascono nuove forze. Don Gallo ci ricorda che l'Italia è una Repubblica democratica, laica e antifascista, perché il fascismo non è stato debellato ed è sempre pronto a rialzare la testa. Il fascismo è empietà, arroganza e sentimento di superiorità... il virus del fascismo è in giro da troppi anni. Bisogna riscoprire la solidarietà e, quasi urlando, ci ha ricordato della necessità di restare umani, che di questi tempi non è così scontato. L'umanità è lo scoprirsi negli occhi perché, come cita Dante "fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza". A questo proposito ha citato Antonio Gramsci, che fu tra i fondatori del Partito Comunista, il quale nel 1919 indicava al popolo italiano di agitarsi, perché vi era bisogno del suo entusiasmo, di organizzarsi, perché vi era bisogno della sua forza, di studiare, perché vi era bisogno della sua intelligenza. Adesso invece che succede? Appena ti agiti ti dicono di stare calmo, che non ce n’é bisogno, che non bisogna muovere le acque perché il capitalismo ha bisogno di pappare le risorse a disposizione. Il capitalismo vuole solo il guadagno e la brama di potere. Siamo continuamente depredati ed il nostro presidente "alieno" del Consiglio (Monti), nel suo discorso di insediamento non ha citato minimamente la possibilità di nuovi modelli di sviluppo... vanno bene questi perché pochi posseggano l'80% delle risorse del pianeta e l'avidità regna sovrana. Per non parlare dell'organizzarsi, ma stiamo scherzando? Organizzarsi è sempre più difficile in questo mondo alieno, dove sei sempre più isolato malgrado i mezzi di comunicazione che possediamo. Citavo prima l'umanità e il suo guardarsi negli occhi, umanità che non potrà mai essere soppiantata da chip sempre più micro che ti aiutano a fare tutto comodamente nella tua "cameretta" potendo alimentare le tue "perversioni" e renderti così, controllabile. Finiamo in bellezza con lo studiare, ormai l'ignoranza vive sovrana anzi è un vanto. Gli ultimi decenni hanno sancito un imbarbarimento che ha reso le coscienze spente e non in grado di andare oltre la loro condizione di afflizione percepita come insormontabile e necessaria all'intorpidimento che solo illusoriamente ti toglie la sofferenza. Mentre concludo, mi sovviene che Don Gallo ha citato il bisogno di essere compagni, parola che qualcuno ha usato per definirlo prete comunista o rosso. La parola "compagno", spesse volte consacrata al comunismo, è di origine latina e deriva da cumpanis (partecipe dello stesso pane). Ne deriva che i bisogni indispensabili devono essere soddisfatti per tutti, solo in questo modo sarà possibile avere giustizia ed uguaglianza. Grazie Don Andrea, sento ancora il fuoco delle tue parole che hanno marchiato la mia coscienza, grazie di cuore per avere parlato di argomenti che sono ormai spenti nei cuori delle persone che devono ancora svegliarsi. Grazie della speranza che ci hai comunicato, indicandoci la via per poterla nutrire, e risvegliare quella scintilla che cova sotto la cenere. Qualunque cosa accada, non saremo stati complici e in ogni caso nessun sforzo andrà perduto e nessuna scintilla si perderà.

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