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se non ora, quando?

Ho una strana sensazione. Nell'ambito di questo Governo atipico (per molti "contro-natura"), che a mio avviso farebbe molto meglio a lavorare (sul serio) nelle appropriate sedi istituzionali anziché cercare il palcoscenico coreografico di antiche Abbazie, le più autorevoli voci denunciano ogni giorno la crisi sempre peggiore in cui versa l'Italia e concordano con chi, da altre ugualmente autorevoli parti, definisce la situazione come sull'orlo del baratro: in pratica fanno ben poco sulla strada di tentare di invertire l'attuale tendenza. Di che cosa si occupano tutto il giorno, tutti i giorni, i membri del Governo, che di tanto in tanto si ritrovano insieme nel Consiglio dei Ministri, da cui dovrebbe uscire la sintesi di tutto quanto è stato fatto e gli orientamenti e gli obiettivi delle succesive fasi di attività? La domanda non è oziosa, perché dopo un mese dall'insediamento di questo Governo i provvedimenti concreti contro la crisi continuano tragicamente ad essere assenti e gli obiettivi appaiono dai contorni labili e lontani. Molte buone intenzioni, ma, si sa, di buone intenzioni è lastricata la via che porta all'inferno. E non mi sembra cosa da poco. Una parte politica, il Pdl, ha gridato alleluia per la sospensione della rata di giugno della famigerata IMU, ma intanto si guarda già al redde rationem di fine agosto, quando Letta dovrà prendere una decisione definitiva circa l'abolizione dell'IMU o meno, e nessuno sa dire come tutta questa controversa questione andrà a finire, o meglio, tutti fanno finta di credere che la fine sarà proprio quella che la rispettiva parte politica sostiene, focosamente il Pdl, in modo molto ambiguo il Pd, perché in realtà prevale da entrambe le parti la tattica di prendere tempo. Ho citato l'IMU non perché sia oggettivamente la cosa più importante da affrontare o per le implicazioni sulle finanze del Governo, ma per l'ampia risonanza che nel tempo si è venuta a creare attorno a qualsiasi decisione sulla materia. Mi sembra, forse è una cattiveria, che la principale attenzione di molti esponenti di questo Governo, in particolare quelli appartenenti al Pd, espressioni delle varie anime del loro partito, sia quella di cogliere l'intento di ogni azione degli esponenti della parte avversa (perché tale rimane il Pdl, anche se al momento forzatamente insieme) al fine di adottare le contromisure atte a cercare di far prevalere il proprio disegno, consono all'area di provenienza. Ogni unità di intenti per il bene del Paese sembra essere di secondaria importanza. Non si possono inoltre tacere le iniziative di segno contrario all'obiettivo di alleggerire la crisi attuale, come la trovata di Saccomanni di una "tassa di scopo" sui redditi da lavoro e pensioni oltre i 60mila euro lordi. Non è da meno la fantasia del Parlamento: è il caso della proposta del deputato Pd Vaccaro di equiparare le retribuzioni di parlamentari ed eurodeputati. Così, tanto per citare qualche esempio, ed anche perché ne ho appena letto. O forse tutto questo è un segno dell'improvvisazione e della superficialità che regna a tutti i livelli. Intanto il tempo passa. Il Governo ripete sempre le stesse cose, ma nella sostanza non si vede niente di veramente incisivo. Mi chiedo con un po' di rabbia quando avremo la possibilità di apprendere che sono state decise delle misure davvero in grado di venire incontro alle esigenze del nostro Paese.

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