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Voti omo

Egregio direttore, sono un suo lettore da sempre, quindi condivido quasi tutto il suo modo di interpretare i fatti della nostra società e/o eventi globali che tuttavia hanno delle ricadute anche qui da noi. In questo suo editoriale, però non sono d'accordo, in quanto pur di vere dei voti in più per il centrodestra si va a snaturare il pensiero stesso del conservatorismo di questa parte. Oggi l'omosessualità è quasi un prodotto presentato a stile di vita, e basta sentire qualche intrvento al Parlamento dove si propugna il suo accettamento sin dalle prime classi scolastiche( ho sentito tali disquisizioni a Radio Radicale). Gli omosessuali hanno gli stessi nostri diritti, vanno a scuola, prendono la patente, hanno il passaporto, votano, possono comprare e vendere e così via. Ora vorrebbero "almeno" il matrimonio. Lo stato tutela il matrimonio etero, in quanto dall'unione può nascere un nuovo soggetto, che mette in moto un processo produttivo per la società stessa, ginecologo, peditra prodotti per l'infanzia, vestiti , motorini, fino ad una nuova casa quando adulti e possibilmente lavoratori. E' quindi naturale cpire che lo Stato non tifa per gli etero o gli omo, ma soltanto incentiva chi può effettivamente produrre qualcosa per la società. La penso come i giapponese: dalla cintola in giù sono affari privati. A quando la proposta di un matrimonio a tre? P.S. Un altro lettore aveva scritto che le quote rosa sono una legge omofoba: e per i trans?

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