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Naoleone e i Cinquestelle

Egregio Direttore, lungi dal recitare il de profundis del Movimento Cinquestelle, perché anche percentuali da prefisso telefonico farebbero comodo a parecchi partiti, resta il fatto che la battuta di arresto è evidente e notevole. Nelle prime dichiarazioni rilasciate alla stampa televisiva, il candidato grillino De Vito ha rasentato il ridicolo affermando che se calo c’è stato non è stato vistoso, superando clamorosamente tutte le peripezie dialettiche della vecchia politica nell’interpretazione di una sconfitta. Ma la confusione è anche più allarmante per quanto attiene l’indicazione di voto per il ballottaggio: sempre il cittadino De Vito in un primo tempo ha suggerito di non votare nessuno dei contendenti e subito dopo ha proposto libertà di coscienza. La parabola di Napoleone sembra incombere sui Cinquestelle. Dopo la cavalcata trionfale, le prime sconfitte possono rappresentare i prodromi della disfatta. Vero è che ci troviamo in una situazione molto fluida in cui le variazioni di voto subiscono dei flussi anomali, con variabili derivanti da consultazioni politiche o amministrative. La novità è stata il fattore vincente del movimento ma la mancanza di concretezza e l’evanescenza di una proposta credibile hanno prodotto la debacle. La sinistra si interroga spesso sui motivi che spingono un tipo di elettorato a votare per Berlusconi e la risposta l’hanno avuta in casa propria a Siena dove, nonostante la batosta subita dal PD, il centrosinistra porta al ballottaggio il suo candidato con il 40% dei voti. Più o meno gli schieramenti di centrosinistra e centrodestra, con alterne vicende, sono una realtà ben consolidata nell’elettorato che nemmeno gli scandali riescono a scalfire un oggettivo desiderio di appartenenza, mentre, al momento, regna sovrana la confusione dei grillini, vittime delle contraddizioni che essi stessi hanno contribuito a creare. Non ha pagato il voler rimanere in una torre di avorio ed al di là della mancata alleanza con il PD, molto hanno contribuito anche le espulsioni comminate nei confronti di alcuni militanti. Siamo ormai ad un punto di svolta molto importante per il Movimento che, d’urgenza, dovrà trovare gli antidoti per sciogliere quei nodi che rendono indecifrabili ai più le loro intenzioni e la loro collocazione nell’ambito della politica nazionale. Antonio Mirabile

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