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Il razzismo degli antirazzisti

Gradirei commenti dai lettori a questa mia opinione. Il razzismo degli antirazzisti. Una volta si chiamava schiavismo. Abolito lo schiavismo, parecchi non accettarono mai che i neri avessero gli stessi diritti dei bianchi. Nacque così il razzismo. Cosa voleva dire a quei tempi razzismo? Voleva dire disprezzare ,considerare inferiore e non accettare come proprio simile un essere umano di pelle non bianca. L’Italia è sempre stato un paese poco o per niente razzista. In passato si è dato del razzista ai lombardi che chiamavano terrone l’uomo del sud . Posso dire , da milanese , che il termine terrone è sempre stato in fondo un termine scherzoso ; come dare a noi lombardi del polentone o del magnagatti ai vicentini ecc. Ci si rideva sopra e tutto finiva li. Il razzismo ha cominciato però a prendere piede in Italia con l’arrivo dei clandestini dall’Africa. Non avendo i politici ( e te pareva ) compreso le possibili dimensioni del fenomeno , non fecero nulla di razionale per limitarlo e controllarlo e quel poco che fecero , furono leggi talmente fumose , tortuose o complicate da risultare inutili. L’arrivo incontrollato di milioni di extracomunitari , molti dei quali senza mezzi di sostentamento , causò nella cittadinanza , come era prevedibile , un sensibile senso di rigetto specialmente a causa dell’aumentata delinquenza . Non per niente il 40% dei carcerati è costituito da extracomunitari. Il termine ha assunto successivamente una dimensione più ampia includendo , non solo chi ha il colore diverso della pelle, ma zingari , tutti gli extracomunitari in generale e tutto quello che può essere considerato fuori cosiddetta dalla normalità. Si crearono così in Italia solide basi per un sentimento razzista e di conseguenza uno antirazzista. Però mentre il primo è in parte giustificato , ( delinquenza , insicurezza nelle città ,costi sociali enormi in termini di sanità , scuola , assistenza pensionistica , salvataggi in alto mare, accoglienza ecc. tanto che si valuta attorno ai 50 miliardi di euro questo costo ) , il secondo cioè l’antirazzista , si basa su l’ ipocrito concetto del siamo tutti uguali cioè su una assurdità genetica. Le persone appartenenti a varie razze non sono uguali altrimenti non ci sarebbero le diversità di razza. La diversità di razza non vuol dire razzismo ma rilevare una pura verità della natura. Ho girato in gioventù l’Europa. Ho visto turchi in Germania, arabi in Francia, indiani e molte altre razze in Inghilterra e tutti questi erano integrati, lavoravano, avevano famiglia per cui non ho mai rilevato un vero sentimento razzista dimensionalmente ampio come gli antirazzisti vogliono far credere . Ora , se io veramente considerassi tutte le persone uguali, indipendentemente dalla razza, non avrei bisogno di proclamarlo ai quattro venti o di fare dimostrazioni perché non devo palesare niente a nessuno . Nel momento stesso che manifesto per condannare il razzismo , considero quelli di razza diversa dei non uguali. Di conseguenza il convinto antirazzista è in fondo il vero razzista cioè uno che è ben cosciente che quello che difende non è un uguale ma ha bisogno del suo supporto perchè gli venga riconosciuta la sua eguaglianza. Solo gli antirazzisti e perciò i veri razzisti questo non lo capiscano, arrivando addirittura a giustificare un nero , perciò un diverso, perciò un discriminato dalla società , che accoppa a picconate tre persone innocenti. Ugo Ojetti ( 1871-1946 ) , scrittore, letterato, commediografo nonché Direttore del Corriere della Sera scriveva: “molte anime nobili si danno da fare per il prossimo quando lo ritengono miserabile , discriminato, ammalato, bisognoso ; insomma quando sono sicure della propria superiorità. Di una attualità strabiliante. Johm Reds

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