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la repubblica italiana fondata sul lavoro degli altri

Caro Direttore, ci vuole la smisurata faccia tosta di chi non ha mai lavorato campando alla scrocca sui sacrifici altrui, anzi distruggendo lentamente l'operosità degli italiani in combutta con il potere politico-sindacale, in accordo con l'industria, prima autobolistica, che ha sempre speculato con i finanziamenti di governo trasferendoli silenziosamente nei paradisi fiscali, nel mentre piangevano disoccupaziobe e miseria. Oggi in mano al figlio di un pastore abruzzese emigrato che ha fatto inumani sacrifici per farlo studiare e lui, privo d'amor patrio, pensa di vendicarlo imponendo lavoro e paga da negriero, minacciando, con altri, "l'espatrio definitivo" della catena di montaggio, dopo che l'ndustria italiana si è avvantaggiata per oltre un secolo dell'ingegno e la capacità tecnica degli operai italiani. Ma quello che è peggio, il governo italiano permette tale scempio, mentre l'alto studioso di terminologia sul lavoro, gode della sua fama telegenica sancendo punizioni a destra e sinistra. A chi?, forse a lui che è uno degli artetifici dello sfacelo dell'Italia?...Lo vedremo piú avanti, quando gli eredi di Tito, quelli che gettarono vivi migliaia di italiani nelle caverne slave, gli stessi che hanno massacrato le parentele etniche, daranno ai furbi industriali italiani un'adeguata ricompensa, ciò che i consenzienti distruttori del sistema Italia non hanno mai fatto oer cui continuano ad avere cariche di potere e immeritate remunerazioni che offendono la dignità delle famiglie dei lavoratori italiani. Pusillanimi, che non hanno nemmeno il decoro di tacere...

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