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Non accada come nel 1993 quando il finanziamento dei partiti uscì dalla porta ed entrò dalla finest

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Esso prevede l'abolizione graduale del finanziamento pubblico ai partiti e la destinazione volontaria del 2 per mille solo a favore di quei partiti che adotteranno uno statuto, con criteri di trasparenza e democraticità. Così i partiti, fermo restando la loro piena autonomia, saranno obbligati a redigere bilanci, ispirati a principi di chiarezza e veridicità. Tutti abbiamo diritto di sapere come vengono utilizzati le loro risorse. Trova anche piena attuazione l’art. 49 della Costituzione che richiedeva di regolamentare, con una legge ordinaria, l’attività dei partiti che devono concorrere " in modo democratico a determinare la politica nazionale". Spero proprio che non accada come nel 1993 quando il finanziamento pubblico uscì dalla porta ed entrò dalla finestra. Al riguardo ricordo che il referendum del 18 aprile "93, con il 90,3% abolì il finanziamento dei partiti. Che in barba alla volontà dei cittadini subito ritornò sotto forma di "rimborso" elettorale! Angelo Ciarlo

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