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piano lavoro

Nel programmma governativo, verrà affrontato a breve il piano lavoro volto a ridurre il grave fenomeno della disoccupazione giovanile.Al riguardo vorrei trasferire alcuni suggerimenti attinti ad un incontro-dibattito di ottimo livello sulla politica del lavoro. Mi riferisco a un incontro svolttasi al Labidee di Milano con una dotta relazione tenuta dal prof.sen.Pietro Ichino, alla presenza di oltre duecento universitari. La riunione è durata due ore e mezza. Le richieste di interventi sono state numerose, e hanno dovute essere razionate.. Dal dibattito sono emerse indicazioni utili all'annunciato nuovo piano di lavoro.Ne segnalo due molto significative. Una riguarda il difficile incontro tra domanfda e offerta di occupazione nella città di Milano, che diventa un campanello di allarme anche per altri centri importanti. Ne deriva che servono più agenzie di collocamento per favorire i contatti indispensabili alle nuove occupazioni. L'altro argomento di fondo che mi ha colpito è stato la ripulsa da parte del relatore della Cassa Integrazione nella struttura attuale. In Italia la Cassa Integrazione è a fondo perso e, peggio ancora, in determinati casi è di durata pluriennale, con punte di sette anni. Negli Stati del Nord Europa la Cassa Integrazione ha una durata limitata e i destinatari vengono occupati in attività socialmente utili. Vengono adibiti in particolare ad aiuti pratici alle famiglie compresa la maternità. In tal modo viene favorita la conciliazione femminile tra lavoro professionale e impegni famigliari. Da ciò derivano altri benefici sociali e di carattere generale di grande rilievo. Il tasso di natalità delle donne scandinave per effetto di tali interventi ausiliari alla famiglia, è doppio o triplo rispetto a quello delle donne italiane. Altrettanto avviene per il tasso di occupazione femminile con benefici notevoli anche per il PIL nazionale. Sono situazioni economicamente e socialmente molto positive, di cui il ministro del Lavoro sarà indubbiamente a conoscenza, ma che finora non sono state affrontate per incuria. A questo proposito mi viene in mente il racconto fatto a Ballarò da una giovane italiana medico emigrata in Germania in cerca di occupazione.E' stata assunta all'ottavo mese di gravidanza. Comportamento asssolutamente contrario a quello della lettera di licenziamento in bianco in caso di gravidanza, che sovente viene richiesta in Italia all'atto dell'assunzione. E poi ci lamentiamo perchè da noi nascono pochi bambini. Con molta cordialità. Bruno Mardegan

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