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Finanziamento ai partiti

Caro Direttore, sono a chiederle lumi circa la nuova proposta di finanziamento ai partiti. A me sembra che si vada di male in peggio e le spiego le mie perplessità. Il noto buon senso del padre di famiglia ed i princìpi costituzionali impongono che con l'approvazione di una legge se ne quantifichi il costo; al di là dell'opportunità del finanziamento pubblico ai partiti, ho provato, da profano, ad analizzare gli effetti contabili della nuova forma contributiva pubblica, ma... L'apporto del 2 per mille non è pienamente quantizzabile per il futuro, ma già se quantizzato su dati Irpef 2011 dovrebbe essere una cifra superiore alla corrente spesa. Aggiungo, è singolare il meccanismo dell'" inoptato ": ciò che non è scelto dai cittadini viene spartito ugualmente, in pratica il 2 per mille è calcolato sul totale del gettito Irpef. A quanto sopra vanno aggiunti i finanziamenti dei privati, ma sempre a carico dello Stato con una percentuale che varia dal 52% al 26% perchè tali finanziamenti godono di una detrazione di imposta, ad esempio, a chi versa € 10.000 ad un partito, la Repubblica Italiana rimborsa € 5.200 facendolo versare in meno di tasse. Da aggiungere ancora i benefit quali immobili per le sedi, ferrovie, aerei, telefono affitti e magari pure IMU, acqua, spazzatura ed altre attenzioni. Non so se sbaglio in qualcosa, ma l'impressione è che vogliano prenderci di nuovo per i fondelli. Ed allora? Con cordialità, Corrado Tropea

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