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Berlusconi, si gira l'ultima scena

Egregio Direttore Belpietro. Ho seguito l'arringa della difesa di Berlusconi al processo "Ruby" da parte dell'avv. Ghedini, con l'attenzione dovuta ad un fatto su cui interessa farsi un'opinione abbastanza precisa. Si tratta della difesa, quindi, ovviamente, di parte, né potrebbe essere diversamente. Tuttavia, mi sembra che le argomentazioni dell'avv. Ghedini tocchino in modo puntuale una serie di fatti (circostanze, dichiarazioni, deposizioni di testimoni) che dovrebbero costituire altrettanti oggettivi elementi di giudizio. La Procura e la difesa giocano ognuna la propria parte, cercando di stressare tutto ciò che è a favore delle proprie tesi. E' normale. Quello che non mi sembra altrettanto normale (questa, almeno, è la mia modesta opinione in base a quanto ho letto e occasionalmente sentito in qualche trasmissione televisiva) è la differenza tra i fatti cui si appella la difesa, nella persona dell'avv. Ghedini, e le ricostruzioni spesso fantasiose, apparse più che altro espressione di opinioni personali, da parte della Procura, nella persona della tristemente famosa dott.ssa Boccassini. Dico tristemente in quanto, senza dimenticare che Berlusconi è tutt'altro che uno stinco di santo, sembra incarnare il ruolo di chi guida una crociata, basata sull'esaltazione della pretesa immagine perversa, "immorale" per eccellenza, del nemico. Contro molte evidenze, più che sostenere l'accusa in un processo sembra condurre un'inquisizione. E questo mi pare grave e pericoloso, anche per l'immagine che certa magistratura dà di se stessa. Berlusconi non ha certo bisogno del sostegno da parte di un semplice lettore di Libero: molto più semplicemente, avverto un certo risentimento verso chi vuole a tutti i costi demonizzare una persona, oltre gli oggettivi difetti e manchevolezze. Se da una parte sono emotivamente lontano da chi canta "meno male che Silvio c'è", dall'altra non sono affatto convinto che le storture di cui soffre l'Italia siano riconducibili alle cene, più o meno scollacciate, di Arcore. Se ci si dovesse basare sulla logica dei fatti evidenziati dall'avv. Ghedini, ci dovrebbe essere poco spazio per una condanna: e invece ho la sensazione che l'accerchiamento giudiziario di Berlusconi sia ormai alle sue ultime battute. La recente durissima lettera della Corte di Cassazione, relativa al rigetto della richiesta di trasferire a Brescia il processo ed alla pretesa infondatezza dell'impedimento a comparire in aula (la famosa uveite), ne è un preciso segnale. Non dimentichiamo che la Corte di Cassazione dovrà pronunciarsi sulla condanna del Processo "Mediaset", e la conferma della condanna sarà più che sufficiente a stroncare per sempre l'avventura politica di Berlusconi, senza bisogno del seguito del processo "Ruby". E temo che, colpita nella figura del suo leader, la destra liberale e moderata subirà un contraccolpo mortale. Sarà la più clamorosa vittoria delle sinistre. Non è una bella prospettiva.

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