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IL FARO

Gentile Direttore, le parrà strano che uno strenuo oppositore ai comportamenti passati del nostro presidente, lo veda oggi come uno statista puro. Guardando una serie di francobolli USA sui fari, mi è capitato di osservare quello di Diamond Head (Hawaii) costruito nel 1899. Mi domanderà, gentile direttore, perché un faro, con i veri problemi che ci assillano: scandalo MPS, magistratura che rincorre solo Berlusconi mentre lascia in libertà incalliti delinquenti e assassini ecc. Per la semplice ragione che quest’utile costruzione, ancora oggi, oltre che assolvere compiti importanti com’essere un riferimento per i naviganti é, spiritualmente parlando, la luce che dà sicurezza nel buio. Premesso che Libero, almeno per me è uno dei pochi giornali non allineati al “velinaggio”, il Faro, che lo scrivo maiuscolo per il contenuto semantico che gli attribuisco, produce luce, in altre parole, sicurezza, permettendo l’orientamento. In questo particolare momento, il Faro, oltre che in “Libero”, lo vedo nel nostro Presidente che, non ostante il Suo passato, che è in ogni modo fortunatamente passato, è un nostro costante punto di riferimento e più che per noi dovrebbe essere un orientamento per i nostri tristissimi politici. Mi si perdoni la similitudine ma, i Fari sono un punto di riferimento eterno, c’indicano la via da seguire. Ci aiutino a non perdere la “trebisonda”, così si usava dire nell’antichità, quando i naviganti, affrontando il mar Nero, per ragioni di nebbia, foschie o bufere improvvise, non scorgevano le luci della città turca di Trebisonda, che indicava loro la giusta rotta meridionale da seguire per raggiungere il Bosforo.

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