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Con la Giustizia è alquanto difficile

Il meccanico d'officina va in prova con una vettura che ha difetti e,a mezzo orecchio,oppure facendo uso di moderni marchingegni,stabilisce qual'è il pezzo che non funziona,lo cambia e l'auto esce funzionante dall'officina. Il Macchinista Navale,con il piano di manutenzione programmata sottomano,fa lo stesso,e la nave è pronta a salpare per lidi lontani. Ma nel campo della Giustizia purtroppo non è così semplice,e spesso le cose vanno...a catafascio. A Chiavari,nel Tribunale in procinto di venir "accorpato" (chissà quando...),doveva essere un procedimento semplice, l’udienza per la convalida dell’arresto. Il PM si era espresso a favore della carcerazione. Per le accuse,pesanti,spaccio di stupefacenti,ma anche perché l’uomo,di origini marocchine, è irregolare sul territorio italiano e potrebbe fuggire. A questo punto l’udienza ha preso una piega del tutto inusuale. Perché nel frattempo,il marocchino ha confessato : spaccio la droga,sono rimasto in Italia nonostante l'espulsione,e..il resto. Con la confessione,sono decadute le possibilità di inquinamento delle prove. Il giudice per le indagini preliminari, quindi, ha scarcerato Brahim Babati in attesa del processo per direttissima. Che molto difficilmente sarà celebrato perchè l'uomo,adesso che è libero,ed è anche un fantasma sul territorio nazionale,è più facile che faccia perdere le proprie tracce senza scontare nemmeno un giorno di carcere. Della Giustizia,in Italia,è rimasto il nome,mentre i mezzi per raggiungerla sono emigrati...

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