Cerca

La delirante espressione del ritratto di famiglia

Caro Direttore, finalmente il gaudioso artista della politica italiana, quello che da sempre ha perseguito l'unificazione sociale degli strati piú emblematici della sua elucubrazione ideale, che è riuscito ad esprimere il ritratto piú alto della sua capacità mnemonica scaturita dalla sua lunghissima granchiosa marcia. Un ritratto che avrebbe inebetito lo stesso regista Luchino Visconti, non c'è che dire, impaginandolo del volume della storia italiana, lui stesso al centro tracotante e felice,luccicando fra tante perle raccolte nelled rive fangose e lucidate a festa per la gioia della stampa di potere. Intanto, nei salotti chic ammanniti dalla Rai continua la saccenteria unilaterale di politogi, professori, filosofi e omnipresenti imbonitori della politica dalle facce sornione convinti di sanare l'idrofobia dei cani zannuti che ululano solo chiedono l'osso da rosicchiare. Rammentano un imbonitore emiliano che dopo la guerra girava per le piazze di provincia ammiccando sorrisi e dicendo: "Siori, venite avanti, vi offro la bellezza di quattro pacchi di lamette per solo 100 lire..." E poi intrattenendoli al suono di sassofono. Ma questo è il governo che deve rappresentare l'Italia nel mondo? Ma con quale criterio si possono nominare ministri scialbe persone che non sanno nemmeno scrivere un tema in classe sullo sfacelo italiano? Siamo al piú deleterio neorealismo italiano, quando i registi raccoglievano comparse per la strada facendone oggetto di lotta politica, con alle spalle commendatori che li finanziavano per guazzare nella bella vita. E' difficile oggi sentirsi fiero di essere italiano, anche se io lo sono sempre...

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog