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Bambini a bordo...dal Salotto di Bartolo Fontana

· Il 30 maggio 2008 a Merate (Lecco) la mamma di Maria parte in auto per portare la bambina a casa della baby sitter. Quello è il giorno nel quale la piccola Maria compie due anni. Sua madre è un’insegnante. Quando alle 13,00 la baby sitter chiama a scuola per parlare con la madre della piccola e sapere come mai non l’abbia portata, la madre si rende conto che l’ha lasciata in auto e, precipitandosi da lei, la trova agonizzante. Morirà poco dopo. · Il 23 maggio 2012, il padre di Elena, 22 mesi, docente universitario alla facoltà di Veterinaria di Teramo, invece di portare la figlia all’asilo, la dimentica in auto. La ritrova alle 13,00 senza conoscenza. Elena morirà dopo tre giorni di agonia. · Il 27 maggio 2012 a Passignano sul Trasimeno (Perugia), un padre dimentica in auto il figlioletto di soli undici mesi per oltre tre ore. Il bambino muore per asfissia. · Il 4 giugno 2013, a Piacenza, un dirigente di un’azienda di ristorazione, dimentica di portare il piccolo Luca Albanese e lo lascia in auto per circa sette ore. Inutili i tentativi per rianimare l’esanime creatura, il bambino morirà subito dopo l’arrivo dell’ambulanza. Se inserissimo il 4 giugno nel mese di maggio, cosa che nessun giornale o psicologo ha evidenziato, forse si correggerebbe la mira da un giudizio di frettolosa condanna su questi genitori. Nessuna assoluzione, per carità! La pena che espieranno sarà lunga e lacerante o ancor peggio: fine pena, mai! Se non si arriva alla radice del problema e non si estirpa il vero male, la disgrazia si riproporrà nella sua indescrivibile drammaticità e crudeltà. Non è un problema di ignoranza(culturale); quasi tutti i genitori di questi "angeli" sono persone con incarichi di responsabilità. Perché, poi, accade tutto nel mese di maggio? Quanto l’effimero ci distrae dai valori fondamentali della vita e, soprattutto, perché?

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