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NIENTE FIGLI: MEGLIO UNA SERENA ESTINZIONE

L'Italia di manzoniana memoria, "una d’arme, di lingua, d'altare, di memoria, di sangue, di cor", se mai è esistita, si è da tempo perduta per strada e il termine "patria" ha perso qualsiasi significato ad esso associato. L'Italia è una pura espressione geografica, un contenitore dal contenuto a identità indefinibile e a geometria variabile. Credo che siamo ormai vittime di un pensiero dominante secondo il quale il naturale istinto di conservazione della "specie" (intesa "lato sensu" come etnia) va in tutti i modi contrastato e "silenziato", bollato come "politicamente scorretto" perché in contrasto con l'altrettanto naturale tendenza al mescolamento, ovvero all'aumento di entropia, che tenderebbe a confondere i popoli tra loro in un tutto indistinto. La soppressione di questo istinto naturale, che induce a trasmettere i propri caratteri genetici attraverso la discendenza, ha come diretta conseguenza la svendita o, se si preferisce, la cessione di un territorio i cui storici abitanti sono in via di rapida estinzione. Il popolo che ne ha fatto la storia è inadeguato a continuarla e cede il testimone ad altri. Infatti non lascia eredi. E' un "déjà vu", una storia che si ripete in natura. Le specie inadeguate all'ambiente si estinguono e cedono il posto ad altre. E il popolo italiano è con tutta evidenza inadeguato. E' in atto infatti, a causa del "vuoto" demografico (in natura, come si sa, vige l'"horror vacui" e in base a tale legge ogni vuoto viene colmato), una massiccia colonizzazione da parte di altri popoli, che esprimono culture diverse, ma evidentemente più adeguate in termini darwiniani. Non è un fatto che riguardi solo l'Italia, poiché è tutto il mondo occidentale a esserne interessato. La cultura occidentale, cui si deve in larghissima misura il progresso scientifico e tecnologico dell'umanità e che ha prodotto una messe sconfinata di capolavori artistici, letterari e dell'ingegno, si avvia dunque a chiudere il suo ciclo storico per cedere il testimone ad altre, che si vanno espandendo grazie all'enorme spinta demografica, mentre l'Occidente "storico" si spopola. Il "cupio dissolvi", ossia il desiderio di annullare la propria identità in un tutto indistinto, in un coacervo pseudomulticulturale, è l'atteggiamento mentale largamente maggioritario in Europa e ancor più in Italia, che si sente così pienamente inserita nella comunità superstatuale votata all'annullamento di sé. La corrente di pensiero dominante, cioè quella "politicamente corretta" che pervade di sé giornali e televisione, propugna a spada tratta e vuole a tutti i costi il "melting pot", l'omogeneizzazione delle razze e delle culture e l'annullamento di una qualsiasi identità nazionale in un tutto indistinto, in un coacervo dove qualsiasi diversità deve essere annullata, dopo aver mescolato a dovere tutto nella stessa pentola. Il mescolamento crea però qualche transitoria perturbazione, qualche temporaneo scompenso, con perdita della linea di demarcazione tra il multiculturale e il multiconflittuale, che tra di loro si confondono. Altro scompenso è rappresentato dal rovesciamento della piramide delle età, con inversione del fisiologico rapporto numerico tra giovani e anziani. Il risultato è un’Italia popolata da anziani e da badanti, dove per di più, paradossalmente, i pochi giovani sono indotti a emigrare. Mentre in altri Paesi europei esiste tuttavia una parvenza di politica demografica che riesce in qualche modo a limitare lo scompenso, in Italia questa manca del tutto, e i risultati sono ben evidenti. Infatti in Francia, dove esistono servizi alla maternità e all’infanzia degni di questo nome (e che noi dovremmo solo copiare), la natalità si attesta intorno ai due figli per donna, garantendo un quasi fisiologico ricambio generazionale, in Italia siamo invece fermi a 1,3 figli per donna, lontanissimi dalla soglia fisiologica, che è pari a 2,1. Siamo perciò in via di rapida estinzione, abbiamo troppo pochi giovani e troppi anziani, il ricambio generazionale non è neppure un miraggio e, per associare il concetto a un’immagine, ci stiamo consumando come una candela. La famiglia è vista solo come entità fiscale. L'onere economico rappresentato dai figli (di cui lo Stato si disinteressa totalmente) è a totale carico dei genitori. Saranno affari loro se hanno fatto questa scelta infelice, sembrerebbero dire i nostri governanti: nessuno li ha obbligati. Gli italiani vengono così dissuasi dal fare figli: molto meglio una serena estinzione. Con i più cordiali saluti.

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