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La Presa di Roma ( e del Lazio)

Caro Direttore, salutandoti affettuosamente (scuserai la confidenza che indebitamente mi prendo ma ti leggo, apprezzando ti, da troppo tempo) desidero esprimere a te e a tutti i lettori la mia fierezza e, al contempo, il mio rimpianto di essere parte di una idea intrisa di valori ( sulla carta) tuttavia senz'anima. Servo lo stato da oltre 25 anni e nessuno più di me o di quelli come me comprendono quanto dico. Abbiamo perso Roma e prima ancora il Lazio xrchè colpevolmente non si è voluto vedere non si è voluto intervenire con un cambio di rotta inequivocabile. La mancanza totale del senso dello stato, la nomina di persone politicamente irritanti ( potrei andare avanti x ore) ha fatto si che ci scavassimo la fossa da soli. La lottizzazione del PDL nel Lazio e a Roma in questi ultimi anni ha creato una classe dirigente scadente che e’ andata oltre i privilegi e che ha riflesso incapacità e arroganza su chi avrebbe dovuto controllarli, verificarli. Anzi, taluni sono stati addirittura premiati con la candidatura in parlamento..cose che rimangono inspiegabili, anche all'occhio politico più attento. Che fine hanno fatto quei giovani talentuosi di cui tanto si sentiva parlare? Sono rimasti a casa insieme ai tre quarti di Roma. Il risultato è di aver fatto di Renzi un eroe politico post moderno, di Zingaretti la bilancia della giustizia e di Marino la personificazione della bocca della verità. Auspico, con cauto ottimismo che chiunque sia stato delegato a trasformare questo partito in un alito di vita nuovo, forte e penetrante cominci subito e cominci da qui.

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