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CERTIFICAZIONE DEL MINISTERO DEL TESORO

Egr. Sig. Saccomanni, la nostra azienda è fornitore della P.A.. Per far fronte ai numerosi crediti scaduti con le varie aziende della P.A., e per ottenere in breve tempo la liquidità, mancanza della quale sta mettendo in gravi difficoltà finanziari la nostra azienda, e per causa della quale abbiamo già dovuto nostro malgrado licenziare 3 persone sul totale nostro organico di 6, abbiamo cercato di intraprendere il percorso della certificazione del credito da presentare eventualmente a qualche istituto bancario, nella speranza che venga successivamente accettato e scontato. Fatto questo, abbiamo ottenuto una prima piccola tranche di certificato dal Ministero da Lei diretto, di fatture di forniture e fatture di interessi relative a ritardati pagamenti di forniture di anni precedenti. Mi riferisco di fatture di fornitura che portano la data di forniture dal mese di febbraio 2012 al mese di dicembre 2012, quindi tutte abbondantemente scadute. Dal certificato che abbiamo ottenuto, si evince che una fattura di interessi relativa ad interessi di mora applicati per legge non è stata certificata. Dal certificato ottenuto poi, si evince alla pagina successiva, la dichiarazione che il debito sarà pagato il giorno 26 maggio 2014. Sig. Ministro mi scusi l’impertinenza : 1) Lei è al corrente del fatto che la certificazione ottenuta dal Ministero del tesoro, vista la scadenza descritta sul certificato, non è nient’altro che un impegno a prorogare ulteriormente la risoluzione del debito della P.A. a patto che comunque qualche banca aderisse ad anticiparci il credito, e a quali condizioni, ha la valenza di “carta straccia” ? 2) Lei è al corrente del fatto che anche una piccola cartella esattoriale per farLe l’esempio di 100,00 Euro impedirebbe la nostra certificazione del credito allegata di 57.460,48 Euro ? 3) Lei è al corrente del fatto che gli interessi di mora applicati per normativa e sui quali abbiamo già pagato l’Iva e le tasse, sicuramente non saranno mai incassati ? 4) Lei è al corrente che se un’azienda non dovesse pagare “un balzello”, finirebbe inesorabilmente per essere stritolata dalle fauci del “sistema” per il recupero del credito con importi moltiplicati all’inverosimile ? Molto cordialmente. G.L. - M2

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