Cerca

La crisi e i gesti disperati

0
La crisi spinge a gesti disperati , di forte impatto sociale, che lacerano profondamente la coscienza collettiva e che scuotono anche le sensibilità più refrattarie ( come chi sceglie, tragicamente, di darsi fuoco e di morire fra atroci sofferenze); la crisi “uccide nello spirito” quotidianamente e silenziosamente; lo testimoniano i casi di coloro, e sono innumerevoli, che braccati da un sentimento di impotenza e d’incolpevole fallimento si spengono e si annullano lentamente, si “suicidano” emotivamente; ormai disillusi si lasciano “abbruttire” dalla mancanza di motivazioni presenti e di prospettive future e cadono in uno stato di dolorosa prostrazione materiale e psicologica; giovani laureati e oltremodo specializzati, costretti a ripianificare e a rivedere i propri progetti, ad accettare, nel migliore e più fortunato dei casi, professioni demansionanti ( il 47% dei giovani risulta sotto inquadrato, cioè possiede un titolo superiore a quello maggiormente richiesto per svolgere quella professione); cinquantenni, che improvvisamente si trovano senza lavoro e sono necessitati ad arrabattarsi per sopravvivere, a condividere la stessa condizione di instabilità con milioni di ventenni/trentenni disoccupati e precarizzati ; troppi accomunati dallo stesso destino, da un crollo vertiginoso di autostima, dal doversi trascinare faticosamente in una esistenza buia, priva di luce e di speranza, senza alcuna via d’uscita. Quanti altri casi potremmo porre all’attenzione in questo drammatico ed insanabile busillis!... Claudio Riccadonna

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media